I venti anni di Uno, l’Università dei mille laureati
di Simonetta Selloni
L’ateneo oristanese festeggia i due decenni di vita Grande celebrazione il primo luglio, studenti protagonisti
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ORISTANO. Ma quante bottiglie bisognerà stappare per festeggiare questi venti anni, tanti ne sono trascorsi da quando è iniziata l’avventura del Consorzio Uno di Oristano? Tante: soprattutto se all’appello per i festeggiamenti di questo traguardo risponderanno tutti i 1050 laureati che Uno ha sfornato, tutti invitati alla grande festa, il primo luglio prossimo, al Museo Diocesano Arborense messo a disposizione per l’occasione. E sì che tutto era iniziato, il 20 gennaio 1997, con due corsi per altrettanti diplomi universitari: il primo, in Economia e amministrazione delle imprese, il secondo in Economia e gestione dei servizi turistici, entrambi emanazione della Facoltà di Economia dell’Università di Cagliari. In quel giorno, Bill Clinton iniziava il suo secondo mandato come presidente degli Stati Uniti, e venti studenti si accomodavano nelle sedie di un’aula dell’allora Istituto Tecnico Commerciale n. 2 per la loro prima lezione. E due anni dopo, i corsi erano già raddoppiati: con i diplomi di Viticoltura e Enologia e Tecnologie alimentari della Facoltà di Agraria di Sassari, cui si aggiunse il diploma di Biotecnologie industriali della Facoltà di Scienze di Sassari.
C’è voluta la riforma che ha cancellato i diplomi convertendoli in lauree, ma l’Università di Oristano ha tenuto un passo da bersagliere. Quattro i corsi: a Economia e gestione dei servizi turistici, Viticoltura e enologia, Teconologie alimentari, si è aggiunta la Scuola di specializzazione in Beni archeologici (Facoltà di Lettere di Sassari), con i suoi cinque indirizzi tra i quali Archeologia subacquea, unica in Italia. I numeri dei laureati si possono leggere, nel dettaglio, nella scheda a fianco. Un successo su tutta la linea, una Università che ha cambiato pelle e caratteristiche: negli ultimi cinque anni, oltre il 70 per cento degli studenti proviene da fuori Oristano, e la percentuale delle donne è aumentata fin quasi al 70 per cento. L’età media degli iscritti si è abbassata notevolmente, quasi il 50 per cento è approdato a Oristano subito dopo il diploma, che nel 42 per cento dei casi è una maturità liceale (prevalentemente scientifica).
A scorrere altri numeri, si intravede una Università sempre più strutturata, ma quello che conta, il primo luglio, sono gli studenti gli studenti che saranno festeggiati dai vertici degli atenei di Cagliari e Sassari, dal Consorzio Uno presieduto da Gianvalerio Sanne e diretto da Francesco Asquer. Sono gli studenti che danno il senso di questo piccolo gioiello che non ha ancora del tutto superato alcuni importanti problemi, primo tra tutti la situazione della sua sede del Chiostro del Carmine e la richiesta, per il momento solo accantonata, da parte della Provincia, di un affitto assolutamente fuori dalla portata del Consorzio. Saranno festeggiati con un racconto affidato all’attore Matteo Caccia, con mini documentari, interviste, storie di quel che fanno e di come nella vita abbiano raccolto i buoni semi piantati in una città forse ancora inconsapevole del grandissimo bagaglio culturale che questa istituzione ha radicato. Festa sia, dunque, sabato. Ci sarà da levare in alto i calici.
C’è voluta la riforma che ha cancellato i diplomi convertendoli in lauree, ma l’Università di Oristano ha tenuto un passo da bersagliere. Quattro i corsi: a Economia e gestione dei servizi turistici, Viticoltura e enologia, Teconologie alimentari, si è aggiunta la Scuola di specializzazione in Beni archeologici (Facoltà di Lettere di Sassari), con i suoi cinque indirizzi tra i quali Archeologia subacquea, unica in Italia. I numeri dei laureati si possono leggere, nel dettaglio, nella scheda a fianco. Un successo su tutta la linea, una Università che ha cambiato pelle e caratteristiche: negli ultimi cinque anni, oltre il 70 per cento degli studenti proviene da fuori Oristano, e la percentuale delle donne è aumentata fin quasi al 70 per cento. L’età media degli iscritti si è abbassata notevolmente, quasi il 50 per cento è approdato a Oristano subito dopo il diploma, che nel 42 per cento dei casi è una maturità liceale (prevalentemente scientifica).
A scorrere altri numeri, si intravede una Università sempre più strutturata, ma quello che conta, il primo luglio, sono gli studenti gli studenti che saranno festeggiati dai vertici degli atenei di Cagliari e Sassari, dal Consorzio Uno presieduto da Gianvalerio Sanne e diretto da Francesco Asquer. Sono gli studenti che danno il senso di questo piccolo gioiello che non ha ancora del tutto superato alcuni importanti problemi, primo tra tutti la situazione della sua sede del Chiostro del Carmine e la richiesta, per il momento solo accantonata, da parte della Provincia, di un affitto assolutamente fuori dalla portata del Consorzio. Saranno festeggiati con un racconto affidato all’attore Matteo Caccia, con mini documentari, interviste, storie di quel che fanno e di come nella vita abbiano raccolto i buoni semi piantati in una città forse ancora inconsapevole del grandissimo bagaglio culturale che questa istituzione ha radicato. Festa sia, dunque, sabato. Ci sarà da levare in alto i calici.
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