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Il pediatra: "No ai vaccini? Poca consapevolezza"

Il pediatra: "No ai vaccini? Poca consapevolezza"

I giovani genitori non sanno della gravità di patologie eradicate dai vaccini

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ORISTANO. «I vaccini non sono pericolosi, anzi, sono importanti per prevenire patologie anche letali». Giovanni Zanda, primario del reparto di Pediatria dell’ospedale san Martino dove da sabato è ricoverato il bambino che, non vaccinato, ha contratto il tetano per una ferita causata da una caduta dalla bicicletta, usa un linguaggio semplice e diretto per rivolgersi a quei genitori che ancora mostrano diffidenza verso i vaccini.

«Io dico che i vaccini servono invece per proteggere i vostri figli – dice il primario – così come ho spiegato ai genitori del bambino colpito dal tetano e che adesso, anche se non in pericolo di vita, sta comunque male».

Giovanni Zanda è un pediatra di lunghissima esperienza, tanto da trovare anche una spiegazione ai motivi che portano alcuni genitori a scegliere di non vaccinare i propri figli «esponendoli al pericolo di contrarre le malattie», dice. «Le nuove generazioni non hanno più coscienza di malattie gravi come, solo per fare due esempi, la poliomelite o la difterite. Malattie che non ci sono più grazie ai vaccini che per questo motivo non sono più obbligatori. Ma il fatto che queste patologie non si manifestino più, non significa che non possano ricomparire. Anzi, come abbiamo potuto vedere, qui con il tetano, a Roma, con il morbillo che, pochi giorni fa, ha causato la morte di una bambina di nove anni, se si abbassa il livello di vigilanza, le malattie possono di nuovo colpire con effetti gravissimi. Insomma: dobbiamo proteggerci me questo si fa attraverso la vaccinazione».

Giovanni Zanda punta il dito sulle teorie «sostenute da pseudoscienziati – dice – che diffondono attraverso Internet messaggi pericolosissimi. Stranamente, questi signori non si presentano mai ai consessi scientifici: non si confrontano con noi perché sanno che le loro tesi non hanno alcun fondamento, come, ad esempio, la teoria che imputa ai vaccini la causa dell’autismo. L’autismo è un disturbo che non ha nulla a che fare con i vaccini». Il pediatra spiega anche come sia facile pensare a un collegamento tra questo disturbo e i vaccini: si tratta di un evidente caso di attribuzione di una causa all’accadimento che è solo precedente (il vaccino) alla scoperta del secondo (l’autismo). E se, un genitore rivedesse le sue posizioni anti-vaccino? «È sempre in tempo per proteggere i propri figli», dice Zanda. «Come ho spiegato ai genitori del bambino che ha contratto il tetano le vaccinazioni si possono sempre fare. In genere – dice – si praticano in tenerissima età, perchè i bambini piccoli hanno maggior capacità di produrre gli anticorpi, dunque, la protezione dalle malattie». (m.c.)

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