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Riorganizzazione dei servizi il Siulp contesta il questore

Riorganizzazione dei servizi il Siulp contesta il questore

ORISTANO. Alcuni movimenti interni operati dal questore di Oristano stanno creando parecchi malumori tra il personale, denunciati dalla segreteria provinciale del Siulp. Il sindacato, evidenzia il...

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ORISTANO. Alcuni movimenti interni operati dal questore di Oristano stanno creando parecchi malumori tra il personale, denunciati dalla segreteria provinciale del Siulp. Il sindacato, evidenzia il fatto di aver già espresso le proprie riserve sui movimenti interni, riserve che poi, stando al contenuto di un comunicato, si sarebbero concretizzate “in una carenza organizzativa degli uffici della Questura che crea un grave danno per la garanzia di un livello minimo di sicurezza in città”. Viene anche sottolineato che a causa del trasferimento di un operatore, in servizio in città ci sarebbe una pattuglia delle “volanti” in meno . Il sindacato rimarca anche che, piuttosto che risolvere i problemi relativi alle cose che non vanno bene in Questura e “pensare a svolgere una vera e propria attività di prevenzione dei reati in un periodo di grave rischio terrorismo in tutto il territorio nazionale, ci si preoccupa del registro di ingresso e di uscita dei poliziotti che escono per prendere un caffè”. Il questore Giovanni Aliquò però non la pensa allo stesso modo, e replica ai punti contestati dal Siulp, spiegando le ragioni che lo hanno indotto ad adottare le sue decisioni. «Non è assolutamente vero che sia stata fermata una volante per mettere un operatore all’ingresso della Questura – spiega il Questore – anche perché i provvedimenti in questione saranno operativi dal prossimo 3 luglio. Gli spostamenti sono stati concordati con i funzionari di settore, e rientrano in un’ottica di riorganizzazione interna, finalizzata a rendere gli uffici più funzionali. Riguardo al controllo delle entrate e delle uscite, non capisco cosa ci sia di strano. Il provvedimento, infatti, è assolutamente in linea con quanto previsto dalla legge in vigore e dalla normativa diramata dal capo della Polizia. Io non ho fatto altro che applicarla». Il lavoro svolto dalle forze dell’ordine, soprattutto in questo periodo particolarmente delicato a causa dei fattori contingenti, in estate, con ferie le ferie e assenze varie, diventa ancora più pesante, e se alla delicatezza dei compiti cui far fronte non corrisponde la necessaria serenità degli operatori, a rimetterci non sono solo le istituzioni ma anche i cittadini.

Piero Marongiu

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