Sedilo
Il “rito” delle cartucce: sale la febbre dell’Ardia
I fucilieri hanno caricato 1.800 pezzi dei 17mila che verranno esplosi nella manifestazione
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SEDILO. La settimana più intensa del calendario sedilese si è aperta giovedì con le prove ufficiali dell’Ardia ed è proseguita ieri con la preparazione delle cartucce. Gli spari che a metà mattina hanno interrotto la quiete di un paese ancora sonnacchioso sono stati il classico assaggio della colonna sonora della festa di San Costantino.
Dietro questa tradizione si nasconde una laboriosa preparazione, una catena di montaggio che si mette in moto ogni anno. Componenti fondamentali dell’ingranaggio sono i fucilieri, figure indispensabili al servizio d’ordine. «Saremo una cinquantina distribuiti lungo il percorso e altrettanti dovrebbe arrivare a schierarne l’associazione Santu Antinu», ha detto il presidente dei Fusileris, Salvatore Pisanu. Attorno a lui era un brulicare di gente nella sede parrocchiale: uomini intenti a dosare la polvere da sparo e la polenta all’interno dei bossoli, altri volontari alle prese con gli orlatori per sigillare i proiettili. Sono state confezionate 1.800 delle 17.000 cartucce previste per l’Ardia a cavallo. Le altre sono state acquistate. Il lavoro si è concluso con il banchetto offerto dalle pandele.
Per i tre protagonisti il conto alla rovescia comincia a sortire qualche effetto sul piano emotivo. «Ora si comincia ad avvertire un po’ di tensione», ha detto la seconda bandiera Giovanni Norio, chiamato a ricoprire un ruolo di responsabilità dopo 23 anni passati nelle retrovie del corteo equestre.
Una gavetta che gli è tornata utile di fronte alla necessità di adattarsi a un nuovo cavallo a soli sette giorni dall’Ardia, dopo che l’esemplare con cui si era allenato per mesi ha avuto una piccola indisposizione. «Il veterinario ha constatato che è in buone condizioni, ma per precauzione ho deciso di sostituirlo», ha spiegato Norio. Più ermetica e apparentemente imperturbabile la terza pandela: «Sembrava che questo momento non arrivasse mai e ora invece pare che il tempo sia volato. Ma sono sereno, mi sento pronto», ha detto Fabrizio Delogu.
Pure il capocorsa è proiettato sulla pista di San Costantino: «Oggi c’ è un clima allegro e vorrei che fosse lo stesso anche all’Ardia, che dopo la corsa tornassimo tutti a casa festanti. È un momento che aspetto da 29 anni e spero che ogni cosa vada per il meglio».
Un onore e un onere che Pasquale Mureddu ha voluto condividere con il figlio Andrea, scelto come scorta: «Gli ho dato grande fiducia, ma so che è ben riposta», ha commentato la prima pandela. Ventitrè anni appena, Andrea Mureddu cavalca da quando ne aveva sei: «Sono molto contento del compito che mi è stato affidato – ha detto - Mi sto preparando da Pasqua ma a cavallo ci vado tutto l’anno e se mio padre mi darà qualche consiglio sarò pronto a seguirlo».
Maria Antonietta Cossu
Dietro questa tradizione si nasconde una laboriosa preparazione, una catena di montaggio che si mette in moto ogni anno. Componenti fondamentali dell’ingranaggio sono i fucilieri, figure indispensabili al servizio d’ordine. «Saremo una cinquantina distribuiti lungo il percorso e altrettanti dovrebbe arrivare a schierarne l’associazione Santu Antinu», ha detto il presidente dei Fusileris, Salvatore Pisanu. Attorno a lui era un brulicare di gente nella sede parrocchiale: uomini intenti a dosare la polvere da sparo e la polenta all’interno dei bossoli, altri volontari alle prese con gli orlatori per sigillare i proiettili. Sono state confezionate 1.800 delle 17.000 cartucce previste per l’Ardia a cavallo. Le altre sono state acquistate. Il lavoro si è concluso con il banchetto offerto dalle pandele.
Per i tre protagonisti il conto alla rovescia comincia a sortire qualche effetto sul piano emotivo. «Ora si comincia ad avvertire un po’ di tensione», ha detto la seconda bandiera Giovanni Norio, chiamato a ricoprire un ruolo di responsabilità dopo 23 anni passati nelle retrovie del corteo equestre.
Una gavetta che gli è tornata utile di fronte alla necessità di adattarsi a un nuovo cavallo a soli sette giorni dall’Ardia, dopo che l’esemplare con cui si era allenato per mesi ha avuto una piccola indisposizione. «Il veterinario ha constatato che è in buone condizioni, ma per precauzione ho deciso di sostituirlo», ha spiegato Norio. Più ermetica e apparentemente imperturbabile la terza pandela: «Sembrava che questo momento non arrivasse mai e ora invece pare che il tempo sia volato. Ma sono sereno, mi sento pronto», ha detto Fabrizio Delogu.
Pure il capocorsa è proiettato sulla pista di San Costantino: «Oggi c’ è un clima allegro e vorrei che fosse lo stesso anche all’Ardia, che dopo la corsa tornassimo tutti a casa festanti. È un momento che aspetto da 29 anni e spero che ogni cosa vada per il meglio».
Un onore e un onere che Pasquale Mureddu ha voluto condividere con il figlio Andrea, scelto come scorta: «Gli ho dato grande fiducia, ma so che è ben riposta», ha commentato la prima pandela. Ventitrè anni appena, Andrea Mureddu cavalca da quando ne aveva sei: «Sono molto contento del compito che mi è stato affidato – ha detto - Mi sto preparando da Pasqua ma a cavallo ci vado tutto l’anno e se mio padre mi darà qualche consiglio sarò pronto a seguirlo».
Maria Antonietta Cossu
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