ORISTANO. Il sindacato inciampa sul lavoro nero in casa propria e si becca la multa. Le battaglie e le lotte per l’occupazione sono capitoli di altre storie, questa invece è scritta su un verbale dell’Ispettorato del Lavoro che durante una verifica nei giorni scorsi è capitata in via Pietri, sede della Uil. Nulla di anormale: gli ispettori ispezionano e verificano che tutto sia in regola. Invece è successo che proprio nel momento in cui hanno varcato la porta del sindacato si sono trovati davanti alcuni operai. Nulla di strano, non fosse che questi non erano lì per chiedere supporto nel portare avanti le loro istanze o per rivendicare diritti. Dalla Uil erano stati invece chiamati per svolgere dei lavori di muratura proprio alla sede che aveva bisogno di alcune riparazioni. Neanche questo dovrebbe suonar strano visto che qualsiasi casa o edificio ogni tanto necessita di una rinfrescata. Il vero problema è infatti nato nel momento in cui il tandem di ispettori del lavoro ha chiesto ai muratori di mostrare la documentazione sulla propria regolarità occupazionale. Dopo qualche attimo di imbarazzo, si è capito subito che chi stava eseguendo quelle manutenzioni non era in regola. Mancavano le indispensabili assicurazioni e c’erano irregolarità con le partite Iva. Visto che l’ispezione è vecchia di un bel po’ di tempo e che erano ancora in vigore si poteva per lo meno rimediare con l’utilizzo dei famosi voucher, invece non ne era stato attivato alcuno anche perché dopo battaglie e proteste su quella misura considerata come un’agevolazione del precariato, non si poteva certo pensare che il sindacato vi facesse ricorso. Eppure si è andati anche oltre ricorrendo addirittura a una forma di lavoro nero che ha portato all’automatica sanzione. Il sindacato è stato multato per una somma che si aggira attorno ai seimila euro e da ora in avanti ci penserà bene prima di scegliere la via più sbrigativa per trovare chi gli rimetta a nuovo la sede. Pare infatti che i lavoratori non in regola siano fossero lì da un solo giorno e che siano stati chiamati per conoscenza diretta. Nessuno avrebbe certo immaginato che fossero fuori norma, ma anche certe leggerezze hanno un prezzo tanto più se a commetterle è chi sulle questioni del lavoro e della tutela dei diritti dei lavoratori da anni costruisce la sua solidità. E allora eccolo il prezzo: il conto fa seimila euro e non ci sarà modo di alzarsi senza averlo pagato. ©RIPRODUZIONE RISERVATA