La mamma denuncia: «Mio figlio dislessico umiliato all’esame»
di Michela Cuccu
«È stato messo in difficoltà durante l’orale della maturità» La donna ha preannunciato un reclamo all’ufficio scolastico
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ORISTANO. «Mio figlio è stato umiliato durante l’esame di maturità». La denuncia è della madre di uno studente di Oristano, che ora, ha deciso di rendere pubblica una vicenda alla quale, dice, «se non fossi stata io presente, mai e poi mai avrei potuto credere». La storia è quella di un percorso scolastico non proprio facile, dovuto alla dislessia, che rende complicato ma non impossibile, leggere.
«Per otto anni mio figlio, con una disabilità certificata anche dalla Legge 104, è stato affiancato da un docente di sostegno. Qualche giorno fa ha ottenuto la maturità. Ora si sta preparando per i test di ammissione all’università. Come madre dovrei essere soddisfatta e invece non lo sono affatto perché quello che è accaduto durante gli esami è a stato a dir poco incredibile proprio perché accaduto in una scuola pubblica. Per questo ho deciso di presentare una segnalazione all’Ufficio scolastico provinciale e sono pronta ad arrivare fino al ministero dell’Istruzione: non voglio che ciò che ho visto con i miei occhi debba mai ripetersi».
Marina Silva è una di quelle madri che le cose non le manda a dire. Racconta: «Alcuni commissari d’esame anno affrontato con superficialità la situazione di mio figlio che è dislessico ed ha problemi di apprendimento. È stato messo in difficoltà durante gli orali con uno dei commissari esterni che ha valutato negativamente il compito scritto di italiano. Ha parlato di errori grammaticali e di sintassi inammissibili per un tema di maturità. Solo uno dei commissari interni (persino il docente di sostegno è rimasto zitto) è intervenuto spiegando che gli errori potevano anche “starci”, considerando la dislessia e che sul contenuto non c’erano rilievi da sollevare. Sì, mio figlio ha superato l’esame, ma è stato umiliato e avvilito: non è giusto».
La madre del ragazzo è preoccupata: «Non vorrei che questo episodio dovesse ripercuotersi negativamente sugli studi futuri di mio figlio. Non vorrei che possa avere timore di sostenere nuovi esami, che se andrà all’università saranno una consuetudine. Soprattutto voglio impedire che ciò gli è stato fatto venga ripetuto su altri ragazzi».
Marina spiega che suo figlio ha avuto un percorso scolastico regolare. «Fin dalla prima media è stato affiancato dall’insegnante di sostegno. Malgrado le difficoltà – dice la madre – soprattutto durante le superiori perché il docente di sostegno era ogni anno diverso, è andato avanti, senza regali o concessioni. Nel senso che se è vero che non è mai stato bocciato e neppure rimandato a settembre è perché il ragazzo si è applicato e in famiglia lo abbiamo sempre supportato e stimolato a studiare».
«Insomma – conclude Marina – ha fatto più fatica degli altri, ma ha portato a termine gli studi. Ma l’atteggiamento della Commissione è stato inaccettabile».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Per otto anni mio figlio, con una disabilità certificata anche dalla Legge 104, è stato affiancato da un docente di sostegno. Qualche giorno fa ha ottenuto la maturità. Ora si sta preparando per i test di ammissione all’università. Come madre dovrei essere soddisfatta e invece non lo sono affatto perché quello che è accaduto durante gli esami è a stato a dir poco incredibile proprio perché accaduto in una scuola pubblica. Per questo ho deciso di presentare una segnalazione all’Ufficio scolastico provinciale e sono pronta ad arrivare fino al ministero dell’Istruzione: non voglio che ciò che ho visto con i miei occhi debba mai ripetersi».
Marina Silva è una di quelle madri che le cose non le manda a dire. Racconta: «Alcuni commissari d’esame anno affrontato con superficialità la situazione di mio figlio che è dislessico ed ha problemi di apprendimento. È stato messo in difficoltà durante gli orali con uno dei commissari esterni che ha valutato negativamente il compito scritto di italiano. Ha parlato di errori grammaticali e di sintassi inammissibili per un tema di maturità. Solo uno dei commissari interni (persino il docente di sostegno è rimasto zitto) è intervenuto spiegando che gli errori potevano anche “starci”, considerando la dislessia e che sul contenuto non c’erano rilievi da sollevare. Sì, mio figlio ha superato l’esame, ma è stato umiliato e avvilito: non è giusto».
La madre del ragazzo è preoccupata: «Non vorrei che questo episodio dovesse ripercuotersi negativamente sugli studi futuri di mio figlio. Non vorrei che possa avere timore di sostenere nuovi esami, che se andrà all’università saranno una consuetudine. Soprattutto voglio impedire che ciò gli è stato fatto venga ripetuto su altri ragazzi».
Marina spiega che suo figlio ha avuto un percorso scolastico regolare. «Fin dalla prima media è stato affiancato dall’insegnante di sostegno. Malgrado le difficoltà – dice la madre – soprattutto durante le superiori perché il docente di sostegno era ogni anno diverso, è andato avanti, senza regali o concessioni. Nel senso che se è vero che non è mai stato bocciato e neppure rimandato a settembre è perché il ragazzo si è applicato e in famiglia lo abbiamo sempre supportato e stimolato a studiare».
«Insomma – conclude Marina – ha fatto più fatica degli altri, ma ha portato a termine gli studi. Ma l’atteggiamento della Commissione è stato inaccettabile».
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