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Bosa, l’emergenza idrica sta passando

Bosa, l’emergenza idrica sta passando

Ma restano problemi strutturali. Alcuni utenti sarebbero decisi a chiedere i danni a Abbanoa

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BOSA. Chiuso il capitolo dell’ennesima emergenza (ieri mattina il sindaco Luigi Mastino ha decretato la chiusura del Coc operativo dal 12 luglio) è tempo di riflessioni sulla gestione delle risorse. Restano infatti sempre evidentemente irrisolti i problemi stutturali di una condotta, quella in cemento-amianto tra il potabilizzatore del Temo e il ripartitore di Monte Contra, e da qui a Bosa ed alle località costiere vicine, dove periodicamente si aprono falle da individuare e tamponare con lavori lunghi e complessi, considerata l’orografia del percorso seguito dal serpentone di tubi.

«L’amministrazione fa la sua parte in ciò che le compete: la gestione dell’emergenza - dice il sindaco Mastino -. Per questo ringrazio ancora una volta la Protezione civile regionale (che ha messo a disposizione due autobotti il 13 luglio e una ieri mattina), i volontari della Croce rossa, i barracelli ed i vigili urbani di Bosa. Ora però Abbanoa utilizzi le risorse a disposizione e intervenga nel tratto di condotta tra Monte Contra ed i serbatoi di Bosa centro. I fondi ci sono, circa 2 milioni di euro, disponibili già dal 2015. Così non si può andare avanti».

Le urgenze si susseguono da anni: «Anche più volte l’anno - ribadisce il sindaco - e in periodi molto delicati per la presenza turistica. I cittadini sono allo stremo, gli imprenditori lamentano non pochi danni ogni volta che si apre una falla ed è necessario intervenire sulla fragile condotta di approvvigionamento idrico. Si tratta di una situazione insostenibile, che crea anche un comprensibile danno d’immagine».

Pacate, ma decise le parole del sindaco, in quella che appare una marcata linea di richiamo alle responsabilità delle istituzioni e di precise richieste al gestore idrico. «Ho saputo che alcuni imprenditori si stanno organizzando per avanzare domande di indennizzo ad Abbanoa per i danni subiti in questi giorni: l’amministrazione è con loro, li sosterrà. Noi non siamo controparte, ma rappresentiamo gli interessi e le esigenze della popolazione di Bosa», afferma ancora Luigi Mastino.

Problemi che hanno radici antiche: «Certo comprendiamo che questa situazione è un’eredità negativa dal passato - dice il sindaco -: responsabilità di una Regione che negli anni ‘80 ha voluto questi lavori, che tra l’altro hanno lasciato indelebili profonde ferite nel nostro territorio, e avrebbe dovuto vigilare sulla loro efficienza. Ma alla luce dei fatti, dei continui guasti a cui seguono intere giornate di disagi ed emergenza per la nostra città, occorrono risposte immediate».

Alessandro Farina



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