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Oristano

Il compleanno del reparto della rinascita

Il compleanno del reparto della rinascita

Un anno fa l’apertura dell’unità di neuroriabilitazione: storie di chi ha ripreso in mano la propria vita

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ORISTANO. Il paziente “numero uno” dell’unità operativa di Neuroriabilitazione dell’ospedale San Martino arrivò un anno fa dopo un incidente stradale. Un giovane che ha affrontato un lungo percorso di riabilitazione. Alla fine è riuscito a riprendere gli studi e a superare l’esame di maturità. È una delle tante storia che sono state vissute in un anno di vita da centro dedicato alla riabilitazione intensiva ad alta specialità delle persone che hanno subito una grave lesione cerebrale, dovuta a traumi cranici, ischemia o emorragia cerebrale, infezioni o neoplasie, con una conseguente perdita di coscienza superiore alle 24 ore. Inaugurato il 15 luglio 2016, dopo i primi mesi dedicati all’arruolamento ed alla formazione del personale, dall’ottobre scorso ad oggi il reparto ha preso in carico 38 pazienti in degenza ordinaria e 5 in day hospital.

«Il nostro reparto – spiega il responsabile, Andrea Montis – adotta un modello di presa in carico del paziente imperniato sul progetto riabilitativo individuale, lo strumento con cui guidiamo gli interventi sulla base delle risorse della persona e del suo contesto e che viene declinato nei programmi di recupero, in cui i diversi professionisti operano in modalità interprofessionale, condividendo obiettivi riabilitativi».

Una peculiarità dell’unità operativa è l’alto coinvolgimento dei familiari dei pazienti, a cui vengono dedicate riunioni mirate a condividere gli obiettivi riabilitativi stabiliti, informarli sul livello di recupero del proprio familiare e concordare con loro un piano di dimissione. Dimissione che spesso viene anticipata dalle prove di domiciliazione: giornate o fine settimana di rientro a casa che hanno lo scopo di “testare” e facilitare l’inserimento nell’ambiente domestico una volta che la persona sarà dimessa.

I pazienti sono poi seguiti nella fase post dimissione attraverso visite di controllo periodiche.

Da sabato 8 luglio è attivo anche lo sportello d’ascolto e informazione gestito dai volontari Astco (Associazione sarda trauma cranico onlus), mirato a sostenere le famiglie nel reinserimento lavorativo e sociale della persona che ha subito una grave cerebrolesione.



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