Mare bello e pericoloso, bagnanti incauti
A Tresnuraghes continuano le ricerche del disperso. Tanti interventi dei responsabili del salvamento
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TRESNURAGHES. Sulla costa, più a sud oltre Columbargia ed i faraglioni di Corona Niedda, Guardia costiera e Croce Rossa sono ancora impegnati nelle ricerche di Alessio Atzori, il 42enne di Cagliari scomparso tra i flutti sabato scorso a Ischia Ruggia. Nella baia di Porto Alabe da martedì il mare è finalmente piatto, cristallino, e invita grandi e piccoli in tutta sicurezza ad un bagno ristoratore, dopo la mareggiata che ha imperversato fra il 13 ed il 16 luglio sulla costa centro occidentale dell'isola. Nulla di paragonabile a quando il litorale di Porto Alabe, esposto alle bizze del mare aperto, richiede massima attenzione, prudenza, e impegna gli uomini della postazione di salvamento a mare allestita dal Comune in una continua opera di prevenzione, e in non pochi interventi. Qui operano dalle 10 alle 19, fino al 31 agosto, gli assistenti bagnanti Christian Pulina e Mauro Mura, e l’aiuto Mario Pintus. «Oggi il mare è calmo, ma durante le mareggiate, anche con la doppia bandiera rossa bene esposta, c’è chi non rispetta le più elementari regole di prudenza, mettendo a rischio la propria vita, e quella degli operatori. Anche se noi abbiamo, oltre a personale qualificato, un fornito ed efficace equipaggiamento per i salvataggi» spiega dalla postazione sulla frequentata spiaggia il responsabile Giovanni Pittalis, 70 e passa anni d'età, e più di un decennio d'esperienza nel salvamento. «La prevenzione qui ha un ruolo fondamentale, e gli assistenti sono costantemente impegnati a richiamare i bagnanti in particolare quando il mare è agitato e le correnti sono forti. Ma purtroppo spesso ci si scontra con chi non comprende a quali rischi va incontro» ammonisce il decano del salvamento a mare di Tresnuraghes. Messaggio che si fa più chiaro quando a parlare sono i dati messi nero su bianco nei rapportini quotidiani. Il 13 luglio alle 17.45 gli operatori hanno richiamato un bagnante, che rimaneva tra le onde: poi recuperato e riportato a riva dal bagnino perché in difficoltà. Nello stesso pomeriggio un gruppo di ragazzi sfidava le onde di punta Alabe, a 200 metri dalla riva, richiamato senza effetti. Il 16 luglio due interventi: alle 14.45 nella punta di Alabe un uomo in difficoltà è stato raggiunto, imbragato e riportato a riva grazie al rullo. Alle 17.45 padre e figlio (undicenne), in difficoltà a 100 metri dalla spiaggia, sono stati soccorsi con le tavole da surf, mentre ci si accingeva a utilizzare il rullo. Sempre domenica, verso le 20, un bagnante inglese è stato salvato da due residenti che hanno sfidato onde e risacca, il resoconto dei giorni scorsi. Episodi archiviati positivamente, ma in una spiaggia dove è ancora vivo il ricordo di momenti tragici. E dove, quando il mare è mosso e il vento soffia, l’imperativo deve essere la massima prudenza, il messaggio di Giovanni Pittalis.(al.fa.)
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