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Oristano

Bosa, amianto a Su Seggiu: rimossi i tubi abbandonati

di Alessandro Farina
Bosa, amianto a Su Seggiu: rimossi i tubi abbandonati

I tre chilometri di condotte non sono più nel vecchio cantiere alla periferia ovest Il sindaco Mastino: «Abbiamo fatto quello che trent’anni fa dovevano fare altri»

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BOSA. Rimozione e smaltimento dell’amianto a Su Seggiu: missione compiuta. Nella zona vicino alla sponda destra del Temo, tra le case alla periferia ovest di Bosa ed il Lungotemo Amendola, non ci sono più gli oltre 3 chilometri lineari di vecchi tubi in cemento amianto, abbandonati in un terreno privato utilizzato come cantiere, al termine dei lavori per la posa della condotta realizzata sulle alture di Bosa negli anni ottanta. Una vicenda lunga, complessa, approdata anche al Tar quella di Su Seggiu, dopo l’opposizione dei privati proprietari dell’area ad un’ordinanza del sindaco. «L’amianto ora è stato rimosso», annuncia, e sottolinea, il primo cittadino Luigi Mastino sulla questione che nei mesi scorsi ha fatto discutere, e non poco, in città e tra i banchi del consiglio comunale. A dicembre del 2014 gli agenti del Corpo di Polizia Municipale procedettero ad una ispezione a Su Seggiu, richiedendo l’intervento dei competenti tecnici della Asl di Oristano. Questi verificarono e accertarono come il materiale abbandonato nell’ex cantiere di Bosa fosse effettivamente composto anche da amianto. Passarono pochi mesi quando la Asl chiese al Comune di adottare un celere provvedimento di corretta bonifica dell’area. A febbraio 2016 Luigi Mastino firmò l’ordinanza di rimozione e smaltimento, a cui seguì da parte dei privati proprietari del terreno un appello al Tar. I giudici disposero una sospensiva della decisione amministrativa comunale, perché quel materiale sarebbe stato acquistato dal Comune, determina del dicembre 1999 con spesa liquidata in 16 milioni di lire. L’Ufficio Tecnico verificò, e registrò che il materiale era stato effettivamente acquistato, ma per buona parte i tubi erano stati utilizzati per varie riparazioni urbane. Il 20 ottobre 2016 il sindaco revocò quindi la prima ordinanza e ne firmò un’altra per lo smaltimento di 105 metri lineari a spese dell’ente locale, mentre per il resto i costi sarebbero andati a carico dei privati. Decisione eseguita nei giorni scorsi. «Con la bonifica dell’aera di Su Seggiu abbiamo ottemperato a quanto altri avrebbero dovuto fare nel lontano 1985, al termine del cantiere per la posa della rete territoriale. Cioè rimuovere il materiale presente, considerato che dei circa 3.200 metri lineari presenti poco più di 100, come accertato, appartenevano al Comune – sottolinea l’assessore Danilo Mastinu – mentre altri parlano molto, questi sono i fatti che ha prodotto la nostra amministrazione, purtroppo sono dovuti passare trent’anni dalla fine del cantiere», la polemica finale dell’assessore.



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