La clinica cerca un ruolo da ospedale privato
di Roberto Petretto
Alla “Madonna del Rimedio” dopo 30 anni lascia lo storico direttore Antonio Sulis «Col nostro contributo si possono ridurre i viaggi per visite in altre province»
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ORISTANO. Casa di cura o clinica? Nomi superati dai tempi e dalla realtà: in via Giotto, nella struttura sanitaria privata nata alla fine degli anni ‘60, si rivendica una posizione che, anche nominalmente, sia differente e più matura, completa. Quella di un vero e proprio ospedale privato. In quella che per tutti gli oristanesi è semplicemente “la clinica” si cambia pelle, ma mantenendo i capisaldi di un’organizzazione che si è ritagliata negli anni uno spazio importante, forse fondamentale, nel pianeta-sanità della provincia. Dopo 30 anni va via una delle figure a cui l’immagine della clinica è sempre stata legata: il direttore Antonio Sulis, che è anche presidente provinciale dell’Ordine dei medici. Ieri mattina, nel corso di una conferenza stampa aperta da Mario Alberto Floris, 28enne rampollo della dinastia che ha costruito un piccolo impero nella sanità privata («con grandi sacrifici e lungimiranza», ha tenuto a ribadire il giovane manager), è stato presentato il successore di Antonio Sulis. Dopo il rappresentante della proprietà un altro giovane: Nicola Mura, 35 anni, laureato in medicina con 110 e lode, un’esperienza anche nell’assessorato regionale alla Sanità. Spetterà a lui traghettare la clinica (pardon: l’ospedale privato) in una fase che sarà necessariamente di cambiamento. La sanità pubblica si sta riorganizzando secondo nuovi modelli e anche quella privata, che affianca quella pubblica in regime di convenzione, dovrà adeguarsi.
Antonio Sulis lascia: «A malincuore, lo ammetto. Ma mi devo dedicare a altre attività, non in campo medico». Lascia una struttura con 192 dipendenti e 189 posti letto accreditati, dove stanno per partire lavori di ristrutturazione per al altri 35 nuovi posti letto. «In questa provincia - ha detto Sulis - c’è una forte mobilità passiva. Persone che vanno a farsi curare in strutture fuori provincia. Un fenomeno che ha dei costi sociali e anche dei costi per la sanità oristanese. Con la casa di cura questo fenomeno si può ridurre».
Al timone della struttura ci saranno Mario Alberto Floris («starò a Oristano in pianta stabile) e il neo direttore Nicola Mura. Rimarrà per ora accantonato il progetto della nuova sede: «Con un budget di 10 milioni per l’ospedalità e di circa 3 per l’attività ambulatoriale - ha detto Mario Alberto Floris -un investimento da 25 milioni sarebbe insostenibile. Abbiamo già speso sei milioni per l’ampliamento di questa struttura e la realizzazione di una modernissima sala operatoria».
«L’obiettivo principale - ha detto il nuovo direttore Nicola Mura - resta sempre quello di garantire prestazioni sanitarie di qualità e in sicurezza ai pazienti».
Antonio Sulis lascia: «A malincuore, lo ammetto. Ma mi devo dedicare a altre attività, non in campo medico». Lascia una struttura con 192 dipendenti e 189 posti letto accreditati, dove stanno per partire lavori di ristrutturazione per al altri 35 nuovi posti letto. «In questa provincia - ha detto Sulis - c’è una forte mobilità passiva. Persone che vanno a farsi curare in strutture fuori provincia. Un fenomeno che ha dei costi sociali e anche dei costi per la sanità oristanese. Con la casa di cura questo fenomeno si può ridurre».
Al timone della struttura ci saranno Mario Alberto Floris («starò a Oristano in pianta stabile) e il neo direttore Nicola Mura. Rimarrà per ora accantonato il progetto della nuova sede: «Con un budget di 10 milioni per l’ospedalità e di circa 3 per l’attività ambulatoriale - ha detto Mario Alberto Floris -un investimento da 25 milioni sarebbe insostenibile. Abbiamo già speso sei milioni per l’ampliamento di questa struttura e la realizzazione di una modernissima sala operatoria».
«L’obiettivo principale - ha detto il nuovo direttore Nicola Mura - resta sempre quello di garantire prestazioni sanitarie di qualità e in sicurezza ai pazienti».
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