I colori non spariranno dal tetto di Palazzo Arcais
Il responsabile del restauro rassicura sull’aspetto delle tegole policrome «Sono al loro posto, il mastice che le ricopre sparirà con le prime piogge»
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ORISTANO. «Le tegole policrome della cupola di Palazzo Arcais non sono mai sparite, anzi, sono rimaste al loro posto. Se non si vedono è per via del mastice, steso per eliminare il rischio di infiltrazioni, che scomparirà con le prime piogge».
A rivelarlo è l’ingegner Carlo Todde, funzionario della Provincia e responsabile unico del progetto di restauro, allontanando così ogni timore suscitato dalla cupola che, dopo la ristrutturazione, era apparsa decisamente diversa, senza appunto le tegole colorate che la rendevano quasi unica nel suo genere.
Non pochi oristanesi avevano segnalato l’improvvisa scomparsa della copertura policroma, tanto che in Città c’era già chi arrivava a criticare duramente il restauro della bella cupola che sovrasta il centro storico, quasi un simbolo del palazzo destinato ad ospitare il Museo giudicale.
Qualcuno si era persino spinto con le ipotesi, arrivando ad ammantare di mistero la vicenda manco fosse un giallo, con tanto di improbabile furto di tegole antiche.
È stata sufficiente una telefonata in Provincia e contattare il responsabile del procedimento per far cadere ogni sospetto e rivelare come la cupola, riacquisterà i suoi colori quando il mastice sarà dilavato dalla prima pioggia abbondante. Insomma, verrebbe da pensare che anche stavolta «è tutta colpa dei cambiamenti climatici».
Il lavoro di restauro è stato delicato: la cupola era stata danneggiata dalle intemperie e dalle infiltrazioni di umidità. È stata impermeabilizzata e l’operazione ha reso necessario smontare, una a una, le tegole che formano l’elegante copertura a squame caratteristica che rende particolarmente preziosa la cupola.
Ora si potrebbe mandare avanti anche un altro progetto: quello che dovrebbe far diventare Palazzo Arcais sede del futuro museo giudicale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
A rivelarlo è l’ingegner Carlo Todde, funzionario della Provincia e responsabile unico del progetto di restauro, allontanando così ogni timore suscitato dalla cupola che, dopo la ristrutturazione, era apparsa decisamente diversa, senza appunto le tegole colorate che la rendevano quasi unica nel suo genere.
Non pochi oristanesi avevano segnalato l’improvvisa scomparsa della copertura policroma, tanto che in Città c’era già chi arrivava a criticare duramente il restauro della bella cupola che sovrasta il centro storico, quasi un simbolo del palazzo destinato ad ospitare il Museo giudicale.
Qualcuno si era persino spinto con le ipotesi, arrivando ad ammantare di mistero la vicenda manco fosse un giallo, con tanto di improbabile furto di tegole antiche.
È stata sufficiente una telefonata in Provincia e contattare il responsabile del procedimento per far cadere ogni sospetto e rivelare come la cupola, riacquisterà i suoi colori quando il mastice sarà dilavato dalla prima pioggia abbondante. Insomma, verrebbe da pensare che anche stavolta «è tutta colpa dei cambiamenti climatici».
Il lavoro di restauro è stato delicato: la cupola era stata danneggiata dalle intemperie e dalle infiltrazioni di umidità. È stata impermeabilizzata e l’operazione ha reso necessario smontare, una a una, le tegole che formano l’elegante copertura a squame caratteristica che rende particolarmente preziosa la cupola.
Ora si potrebbe mandare avanti anche un altro progetto: quello che dovrebbe far diventare Palazzo Arcais sede del futuro museo giudicale.
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