La Nuova Sardegna

Oristano

A Samugheo gli scatti di un viaggio solidale

di Michela Cuccu

Mostra fotografica di un giovane che ha partecipato a una vacanza in Kenya con l’associazione Osvic

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SAMUGHEO. Quaranta scatti per raccontare l’esperienza di sei “turisti responsabili” in viaggio in Kenya. Oggi, alle 18, a Casa Serra, verrà inaugurata la mostra dal titolo “Pole Pole”, con gli scatti di Marco Loi, 20 anni anche lui di Samugheo, studente dell’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Urbino, ma soprattutto, uno dei sei componenti della comitiva che dal 14 al 23 luglio ha partecipato alla vacanza davvero insolita organizzata dall’Osvic e non a caso battezzata “A passo leggero”. Perché una vacanza, magari nelle zone più belle del pianeta, può diventare una esperienza straordinaria di incontro e condivisione.

La mostra, una quarantina di scatti che sono un vero e proprio reportage, lontano dagli schemi e fuori dalla retorica, sulla cultura, i problemi di la natura e delle problematiche di un popolo e di una terra. La mostra sarà anche occasione per contribuire alla raccolta fondi per la Children’s Home “Tumaini” di Nanyuki, che ospita circa 50 bambini sieropositivi.

Ormai da qualche anno l'Osvic organizza itinerari di turismo responsabile in Kenya ed in Sardegna, nel rispetto dell'ambiente e delle tradizioni locali, seguendo una filosofia di viaggio che prevede di ridurre al minimo l'impatto sui luoghi e sulle società.

«Gli itinerari..." a passo leggero" - spiegano gli organizzatori – sono una esperienza unica e vengono proposti annualmente ed in collaborazione con associazioni locali nazionali ed internazionali. Il turismo è una delle attività economiche più importanti nel mondo eppure, frequentemente, esso produce conseguenze negative su cultura, ambiente, economia dei Paesi del Sud che, sottoposti alle leggi del consumo di massa, vedono sfruttate le proprie risorse a beneficio di soggetti terzi che trattengono buona parte delle entrate e che sfruttano ancora una volta le popolazioni locali, non creando alcun processo di auto sviluppo locale Il turismo responsabile – ricordano dall’Osvic – nato dalla critica a quello tradizionale, si propone di contribuire a formare viaggiatori non distratti, sensibili alle realtà culturali, sociali, ambientali del territorio che visitano, pronti ad entrare in relazione con la gente che lo abita, a conoscere realtà che i percorsi tradizionali ignorano, a confrontare stili e filosofie di vita».

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