La Madonnina distrutta da due giovani teppisti
di Piero Marongiu
Gli autori dell’ennesimo raid notturno sono stati stavolta scoperti dai carabinieri Hanno quindici anni. Al gesto sacrilego hanno assistito numerosi altri ragazzi
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SENEGHE. Ancora un atto vandalico, ma stavolta gli autori hanno un volto. Sono due ed entrambi sono minorenni – hanno quindici anni – i giovani autori dell’ultimo raid teppistico compiuto nella notte tra venerdì e sabato. I carabinieri che già erano impegnati nelle ricerche dei giovanissimi che stavano movimentando in maniera sbagliata le loro serate estive con danneggiamenti in giro per il paese, stavolta li hanno individuati. Non erano soli, ma pare che gli altri amici della nutrita compagnia si siano limitati a guardare mentre i due rompevano la teca in cui era contenuta una statuina di una Madonna che stava nella nicchia posta sopra una fontana all’ingresso del paese a Muntigu ’e pardighi.
Rotto il vetro di protezione, i due hanno decapitato la statuina sostituendola poi con un tubo contenitore di patatine. Mentre iniziava a scatenarsi la solita ridda di accuse e di interrogativi sul perché i giovani si fossero lasciati andare al gesto vandalico e per di più sacrilego e sul perché le famiglie non intervengano, i carabinieri della stazione hanno imboccato la pista giusta e messo sotto torchio una serie di giovanissimi fino a che qualcuno ha iniziato a vacillare. Alla fine sono stati individuati i due responsabili che ora avranno da fare i conti con la legislazione che riguarda i minori.
Gli altri ragazzi che hanno assistito alla bravata non sono ovviamente punibili, ma certamente non hanno tenuto un comportamento edificante tanto che contro il gruppetto già ieri si erano scatenate le ire diffuse dei compaesani che, di fronte al fatto che sia stato offeso il sentimento religioso dell’intera comunità, invocano interventi per porre fine a queste scorribande notturne. Intanto il sindaco Gianni Oggianu che aveva denunciato quei comportamenti “fuori dalle regole” dalle colonne dell’opuscolo informativo Sa Ghirda, definendoli «atti devianti» e invitando i genitori a porre maggiore attenzione nel processo educativo e di controllo dei propri figli.
L’appello ha però sortito l’effetto contrario, stavolta però con gli autori che sono stati smascherati. Quest’ultimo particolare non frena le dichiarazioni del primo cittadino: «Un gesto inqualificabile che denota uno stato di degrado e totale mancanza di rispetto. Sono state diverse le manifestazioni di condanna, che mi hanno espresso diversi cittadini per questo gesto e per i diversi atti di vandalismo commessi negli ultimi tempi. Della vicenda ho già messo al corrente il maresciallo dei carabinieri e domani seguirà una nota ufficiale. Finora abbiamo manifestato tolleranza seguendo la via della sensibilizzazione ma, ciò nonostante, tali atti proseguono. Da questo momento non siamo più disposti a sopportare gesti simili». Probabilmente però l’intervento risolutivo dei carabinieri metterà la parola fine.
Rotto il vetro di protezione, i due hanno decapitato la statuina sostituendola poi con un tubo contenitore di patatine. Mentre iniziava a scatenarsi la solita ridda di accuse e di interrogativi sul perché i giovani si fossero lasciati andare al gesto vandalico e per di più sacrilego e sul perché le famiglie non intervengano, i carabinieri della stazione hanno imboccato la pista giusta e messo sotto torchio una serie di giovanissimi fino a che qualcuno ha iniziato a vacillare. Alla fine sono stati individuati i due responsabili che ora avranno da fare i conti con la legislazione che riguarda i minori.
Gli altri ragazzi che hanno assistito alla bravata non sono ovviamente punibili, ma certamente non hanno tenuto un comportamento edificante tanto che contro il gruppetto già ieri si erano scatenate le ire diffuse dei compaesani che, di fronte al fatto che sia stato offeso il sentimento religioso dell’intera comunità, invocano interventi per porre fine a queste scorribande notturne. Intanto il sindaco Gianni Oggianu che aveva denunciato quei comportamenti “fuori dalle regole” dalle colonne dell’opuscolo informativo Sa Ghirda, definendoli «atti devianti» e invitando i genitori a porre maggiore attenzione nel processo educativo e di controllo dei propri figli.
L’appello ha però sortito l’effetto contrario, stavolta però con gli autori che sono stati smascherati. Quest’ultimo particolare non frena le dichiarazioni del primo cittadino: «Un gesto inqualificabile che denota uno stato di degrado e totale mancanza di rispetto. Sono state diverse le manifestazioni di condanna, che mi hanno espresso diversi cittadini per questo gesto e per i diversi atti di vandalismo commessi negli ultimi tempi. Della vicenda ho già messo al corrente il maresciallo dei carabinieri e domani seguirà una nota ufficiale. Finora abbiamo manifestato tolleranza seguendo la via della sensibilizzazione ma, ciò nonostante, tali atti proseguono. Da questo momento non siamo più disposti a sopportare gesti simili». Probabilmente però l’intervento risolutivo dei carabinieri metterà la parola fine.
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