colpito anche Il turismo
Nelle borgate di Cuglieri tra autobotti e rassegnazione
di Davide Pinna
CUGLIERI. Più rassegnazione che rabbia fra gli abitanti delle borgate marine di Cuglieri per la situazione dell’acqua, che va e viene da giorni e che manca quasi del tutto nelle zone più alte. La...
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CUGLIERI. Più rassegnazione che rabbia fra gli abitanti delle borgate marine di Cuglieri per la situazione dell’acqua, che va e viene da giorni e che manca quasi del tutto nelle zone più alte. La vita delle tre borgate sembra normale dall’esterno: parcheggi pieni, turisti e bagnanti in spiaggia, ma i problemi ci sono e si ripercuotono soprattutto sulle attività commerciali e su coloro che abitano in paese.
L’acqua c’è qualche mattina, poi in genere si riduce a un filo nel corso della giornata e spesso manca totalmente la notte. I cittadini hanno pochi dubbi sulle cause: la siccità e le numerose perdite che colpiscono la rete idrica: a quel punto gli operai di Abbanoa intervengono per riparare, ma ormai i depositi si sono svuotati e la pressione non basta più.
Un residente di Vico Columbaris, nella parte alta di Santa Caterina, abita proprio davanti a una perdita: «C’è da quattro anni – dice –. L’ultima volta l’hanno riparata a giugno, ma adesso siamo di nuovo così; è inutile che facciano decine di interventi per piccole riparazioni, se non cambi il tubo sarà sempre così. Certo, le perdite ci sono dappertutto, il problema grosso quest’anno è la siccità».
Un’altra perdita gli operai di Abbanoa la stanno riparando nella via principale di Santa Caterina, davanti al Bar Cornus. Fuori è seduto Giovanni Fara, un signore che risiede a Santa Caterina tutto l’anno: «Dalle 22 alle 6 siamo senza acqua e l’autobotte passa solo la mattina. La situazione è diventata così grave da luglio, d’inverno l’acqua c’era: da quando il paese si è riempito di turisti e residenti estivi sono iniziati i problemi».
Dentro c’è Angelo, il titolare, che non nasconde la propria stanchezza per questa situazione: «E che dobbiamo dire? L’acqua va e viene, e comunque, quando c’è, è un filo. Io ho una vasca, se la potessi ripristinare e mettere a norma potrei lavorare tranquillamente, ma bisogna spendere troppi soldi tra idraulico e impiantistica e in questo momento non possiamo permettercelo».
Intanto in strada passano numerosi pick up che portano nel cassone cisterne blu piene d’acqua, riempite forse direttamente alla fontana di Cuglieri. Alcuni dei residenti riescono a cavarsela grazie al pozzo e alla cisterna domestica, altri devono ricorrere all’autobotte di Abbanoa o alle fontane del circondario, oltre che alla classica acqua in bottiglia. «È impossibile lavorare, non possiamo servire neanche i caffè», dice la titolare del bar all'uscita di Santa Caterina verso Cuglieri; poco dopo entra un cliente abituale che ridendo ordina proprio un caffè: «Eja, doppio te lo faccio», risponde lei con ironica rassegnazione.
L’acqua c’è qualche mattina, poi in genere si riduce a un filo nel corso della giornata e spesso manca totalmente la notte. I cittadini hanno pochi dubbi sulle cause: la siccità e le numerose perdite che colpiscono la rete idrica: a quel punto gli operai di Abbanoa intervengono per riparare, ma ormai i depositi si sono svuotati e la pressione non basta più.
Un residente di Vico Columbaris, nella parte alta di Santa Caterina, abita proprio davanti a una perdita: «C’è da quattro anni – dice –. L’ultima volta l’hanno riparata a giugno, ma adesso siamo di nuovo così; è inutile che facciano decine di interventi per piccole riparazioni, se non cambi il tubo sarà sempre così. Certo, le perdite ci sono dappertutto, il problema grosso quest’anno è la siccità».
Un’altra perdita gli operai di Abbanoa la stanno riparando nella via principale di Santa Caterina, davanti al Bar Cornus. Fuori è seduto Giovanni Fara, un signore che risiede a Santa Caterina tutto l’anno: «Dalle 22 alle 6 siamo senza acqua e l’autobotte passa solo la mattina. La situazione è diventata così grave da luglio, d’inverno l’acqua c’era: da quando il paese si è riempito di turisti e residenti estivi sono iniziati i problemi».
Dentro c’è Angelo, il titolare, che non nasconde la propria stanchezza per questa situazione: «E che dobbiamo dire? L’acqua va e viene, e comunque, quando c’è, è un filo. Io ho una vasca, se la potessi ripristinare e mettere a norma potrei lavorare tranquillamente, ma bisogna spendere troppi soldi tra idraulico e impiantistica e in questo momento non possiamo permettercelo».
Intanto in strada passano numerosi pick up che portano nel cassone cisterne blu piene d’acqua, riempite forse direttamente alla fontana di Cuglieri. Alcuni dei residenti riescono a cavarsela grazie al pozzo e alla cisterna domestica, altri devono ricorrere all’autobotte di Abbanoa o alle fontane del circondario, oltre che alla classica acqua in bottiglia. «È impossibile lavorare, non possiamo servire neanche i caffè», dice la titolare del bar all'uscita di Santa Caterina verso Cuglieri; poco dopo entra un cliente abituale che ridendo ordina proprio un caffè: «Eja, doppio te lo faccio», risponde lei con ironica rassegnazione.
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