casa del sole
«I casi gravi si moltiplicano Non facciamo miracoli»
ORISTANO. «Ci siamo fermati appena un paio di giorni, alcuni di noi non hanno fatto neppure questa pausa». È una sorta di lavoro a tempo pieno quello dei volontari della Casa del sole, un’associazione...
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ORISTANO. «Ci siamo fermati appena un paio di giorni, alcuni di noi non hanno fatto neppure questa pausa». È una sorta di lavoro a tempo pieno quello dei volontari della Casa del sole, un’associazione creata da un gruppo di volontari proprio per assistere chi ha bisogno e spesso non ha neanche la forza o il coraggio per chiedere aiuto. Anima e braccia dell’associazione (ma anche cuore, tanto cuore) è Antonio Locci: «Non c’è stato Ferragosto - dice -, qualcuno dei nostri volontari ha chiesto un paio di giorni di pausa, ma l’attività è andata avanti. Abbiamo portato i viveri alla Mensa della carità che si è occupata di distribuirli».
Anche la Casa del sole opera grazie alla generosità di tanti: «In questi giorni abbiamo ritirato i viveri dalla Crai, come sempre. Staserà dovrò ritirare un furgone di scarpe che ci è stato donato da Passinpiù di Fiore Bifulco, credo che le consegneremo alla mensa dei poveri. Insomma, siamo operativi. Come sempre è stato un Ferragosto all’insegna della solidarietà».
C’è anche la delicatezza del rapporto umano da tenere in conto: «Alcuni amici non vengono alla mensa o da noi, dobbiamo essere noi a consegnare i pacchi a casa».
I casi di bisogno si moltiplicano: «Sono sempre in aumento. Noi ne assistiamo non meno di 200. Basta che uno si separi ed è morto. Ne abbiamo tanti di questi casi. È un problema sociale che prima o poi scoppierà. Noi tentiamo di tamponare, ma non facciamo miracoli. C’è chi si vergogna e tenta di nascondere la necessità. Allora bisogna arrivarci con dei sotterfugi. Un aiuto, in molti casi è indispensabile: non ce la farebbero da soli. Non avrebbero materialmente di che mangiare». (r.pe.)
Anche la Casa del sole opera grazie alla generosità di tanti: «In questi giorni abbiamo ritirato i viveri dalla Crai, come sempre. Staserà dovrò ritirare un furgone di scarpe che ci è stato donato da Passinpiù di Fiore Bifulco, credo che le consegneremo alla mensa dei poveri. Insomma, siamo operativi. Come sempre è stato un Ferragosto all’insegna della solidarietà».
C’è anche la delicatezza del rapporto umano da tenere in conto: «Alcuni amici non vengono alla mensa o da noi, dobbiamo essere noi a consegnare i pacchi a casa».
I casi di bisogno si moltiplicano: «Sono sempre in aumento. Noi ne assistiamo non meno di 200. Basta che uno si separi ed è morto. Ne abbiamo tanti di questi casi. È un problema sociale che prima o poi scoppierà. Noi tentiamo di tamponare, ma non facciamo miracoli. C’è chi si vergogna e tenta di nascondere la necessità. Allora bisogna arrivarci con dei sotterfugi. Un aiuto, in molti casi è indispensabile: non ce la farebbero da soli. Non avrebbero materialmente di che mangiare». (r.pe.)
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