I sindacati: «L’Oristanese escluso dalla mini-ripresa»
di Michela Cuccu
Ci si prepara a un autunno caldo: infrastrutture mai realizzate e servizi dismessi Regione nel mirino di Cgil, Cisl e Uil: servono politiche di riequilibrio dei territori
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ORISTANO. Autunno caldo per il lavoro e l’economia dlel’Oristanese? I presupposti ci sono anche quest’anno, perché la situazione complessiva non è cambiata. Anzi, se possibile è peggiorata. I sindacati si preparano a una stagione densa di incontri e battaglie. Per l’Oristanese la posta in gioco è alta: invertire il trend negativo che l’ha portata, nel corso degli ultimi dodici mesi, in coda al resto della Sardegna sulla cosiddetta “ripresina”, che qua, dove anche le pensioni sono ormai storicamente le più basse dell’isola, non si è nemmeno affacciata.
La ripresa che non c’è. Così i segretari delle tre più rappresentative sigle sindacali, avranno da lavorare sodo per intercettare proposte in grado di riossigenare l’economia del territorio. Impresa non facile per un territorio che gli stessi sindacalisti definiscono «isolato». «Cancellata anche la Provincia, che comunque era composta da rappresentati politici eletti dai cittadini, sono venuti a mancare praticamente tutti gli intelocutori – accusa Roberta Manca, segretario generale della Cgil – difficile a questo punto trovare un momento di raffronto, se soprattutto, la Giunta regionale nei confronti dell’Oristanese si mostra estremamente distante».
La Regione nel mirino. Anche Angelo Medde, segretario generale della Uil, è dello stesso parere e accusa pesantemente la Regione: «Fino a quando la Giunta non si renderà conto che è indispensabile adottare politiche di riequilibrio fra i territori, la situazione continuerà a peggiorare. È vero: questa Giunta è lontana dalla nostra realtà e quel che fa più male è che solo ultimamente e non tutti, i consiglieri regionali eletti nel territorio siano intervenuti per rivendicare quell’attenzione che oggi è completamente assente».
Scarso peso politico. I sindacalisti pongono nuovamente una questione «di scarso peso politico». Dicono infatti Manca e Medde: «Non ci si spiega altrimenti il diverso trattamento riservato al nostro territorio nel caso della Camera di Commercio: Oristano verrà accorpata, probabilmente a Cagliari, mentre a Nuoro è stata consentito di mantenere la propria autonomia». Ma intanto i sindacati si preparano alle rivendicazioni che «avanzeremo comunque, alla Regione e ci faremo sentire», dicono.
La lista. Si partirà dalle infrastrutture mai realizzate o completate, dal mantenimento della presenza statale, che nell’Oristanese, spiegano «continua a venir meno, con la cancellazione di scuole, uffici postali ed altri servizi soprattutto nelle aree più interne, incentivando lo spopolamento».
Di sicuro il primo impegno sindacale sarà quello di un vertice «già previsto - dicono Manca e Medde – con la nuova amministrazione comunale di Oristano. Abbiamo chiesto un maggior coinvolgimento, mancato con la precedente Giunta, su argomenti importanti come gli appalti. Il dialogo è già iniziato. Si tratta di proseguirlo e vogliamo farlo al più presto».
Attenzione. «Rivendicare l'attenzione verso il territorio sarà uno dei primi compiti da portare avanti- sostiene Andrea Perdisci, segretario generale della Cisl- fino ad oggi questa è stata una provincia presa in considerazione unicamente in un piano di tagli e disimpegni. Lo ha fatto lo Stato, più volte, riuscendoci con i servizi essenziali come con la scuola, gli uffici postali, presidi come la Banca d'Italia e tentandoci a ripetizione come avvenne per la Prefettura e la Questura e ultimamente con l'Ufficio per lo sportivo scolastico. Lo hanno fatto i privati, se si considera che il Banco di Sardegna nel suo programma di ristrutturazione, ha individuato qui il più alto numero di sportelli bancari da chiudere».
Rischio spopolamento. Tutti provvedimenti che hanno accelerato lo spopolamento. «Lo dobbiamo ostacolare - conclude Perdisci -. E se la Regione fino ad oggi, nei confronti del territorio non ha preso impegni, siglato accordi e neppure si è confrontata, è giunto il momento di trasformare la nostre rivendicazioni, partendo dalle infrastrutture che sono indispensabili, ad esempio in agricoltura, che qui concentra la maggior presenza di aziende della trasformazione e della produzione. Sono le più importanti dell'Isola. La Giunta regionale non può ignorarlo».
La ripresa che non c’è. Così i segretari delle tre più rappresentative sigle sindacali, avranno da lavorare sodo per intercettare proposte in grado di riossigenare l’economia del territorio. Impresa non facile per un territorio che gli stessi sindacalisti definiscono «isolato». «Cancellata anche la Provincia, che comunque era composta da rappresentati politici eletti dai cittadini, sono venuti a mancare praticamente tutti gli intelocutori – accusa Roberta Manca, segretario generale della Cgil – difficile a questo punto trovare un momento di raffronto, se soprattutto, la Giunta regionale nei confronti dell’Oristanese si mostra estremamente distante».
La Regione nel mirino. Anche Angelo Medde, segretario generale della Uil, è dello stesso parere e accusa pesantemente la Regione: «Fino a quando la Giunta non si renderà conto che è indispensabile adottare politiche di riequilibrio fra i territori, la situazione continuerà a peggiorare. È vero: questa Giunta è lontana dalla nostra realtà e quel che fa più male è che solo ultimamente e non tutti, i consiglieri regionali eletti nel territorio siano intervenuti per rivendicare quell’attenzione che oggi è completamente assente».
Scarso peso politico. I sindacalisti pongono nuovamente una questione «di scarso peso politico». Dicono infatti Manca e Medde: «Non ci si spiega altrimenti il diverso trattamento riservato al nostro territorio nel caso della Camera di Commercio: Oristano verrà accorpata, probabilmente a Cagliari, mentre a Nuoro è stata consentito di mantenere la propria autonomia». Ma intanto i sindacati si preparano alle rivendicazioni che «avanzeremo comunque, alla Regione e ci faremo sentire», dicono.
La lista. Si partirà dalle infrastrutture mai realizzate o completate, dal mantenimento della presenza statale, che nell’Oristanese, spiegano «continua a venir meno, con la cancellazione di scuole, uffici postali ed altri servizi soprattutto nelle aree più interne, incentivando lo spopolamento».
Di sicuro il primo impegno sindacale sarà quello di un vertice «già previsto - dicono Manca e Medde – con la nuova amministrazione comunale di Oristano. Abbiamo chiesto un maggior coinvolgimento, mancato con la precedente Giunta, su argomenti importanti come gli appalti. Il dialogo è già iniziato. Si tratta di proseguirlo e vogliamo farlo al più presto».
Attenzione. «Rivendicare l'attenzione verso il territorio sarà uno dei primi compiti da portare avanti- sostiene Andrea Perdisci, segretario generale della Cisl- fino ad oggi questa è stata una provincia presa in considerazione unicamente in un piano di tagli e disimpegni. Lo ha fatto lo Stato, più volte, riuscendoci con i servizi essenziali come con la scuola, gli uffici postali, presidi come la Banca d'Italia e tentandoci a ripetizione come avvenne per la Prefettura e la Questura e ultimamente con l'Ufficio per lo sportivo scolastico. Lo hanno fatto i privati, se si considera che il Banco di Sardegna nel suo programma di ristrutturazione, ha individuato qui il più alto numero di sportelli bancari da chiudere».
Rischio spopolamento. Tutti provvedimenti che hanno accelerato lo spopolamento. «Lo dobbiamo ostacolare - conclude Perdisci -. E se la Regione fino ad oggi, nei confronti del territorio non ha preso impegni, siglato accordi e neppure si è confrontata, è giunto il momento di trasformare la nostre rivendicazioni, partendo dalle infrastrutture che sono indispensabili, ad esempio in agricoltura, che qui concentra la maggior presenza di aziende della trasformazione e della produzione. Sono le più importanti dell'Isola. La Giunta regionale non può ignorarlo».
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