La Nuova Sardegna

Oristano

Rete ospedaliera i Riformatori temono il declassamento

Secondo il capogruppo Dedoni, Nuoro prevarrebbe «E a Oristano sono previsti solo tagli e riduzioni»

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ORISTANO. La riorganizzazione della rete ospedaliera sarda, che andrà all’esame dell’aula del consiglio regionale ai primi di settembre per il varo definitivo, continua a dividere le forze politiche e soprattutto i territori, con accuse reciproche di rafforzamento di questo presidio a discapito di quello o di potenziamento non disinteressato di una specifica area.

Nella continua emissione di comunicati stampa, l’ultimo in ordine di tempo e del capogruppo dei Riformatori Attilio Dedoni, che parla di un progetto di «smantellamento della sanità oristanese perfare di Oristano una succursale di Nuoro. Con la riorganizzazione della rete ospedaliera e le prime bozze dell’Atto aziendale dell’Ats che cominciano a circolare, l’orientamento appare sempre più chiaro e a farne le spese non poteva che essere il territorio più debole e meno rappresentato nello scacchiere del centrosinistra sardo», è l’analisi di Dedoni. «La direttiva, per quanto riguarda la sanità oristanese, sembra essere quella di tagliare il più possibile – sottolinea Dedoni – non certo per razionalizzare e fornire servizi più efficienti ma per risparmiare le risorse necessarie per mantenere, o magari potenziare, i presidi di altre aree. Lo schema partorito dall’assessore regionale alla Sanità – che Dedoni definisce nuorese – prevede due poli principali a Cagliari e a Sassari, con un terzo polo a Nuoro che dovrà essere il punto di riferimento per tutta la Sardegna centrale, Oristanese compreso. Non è un caso, ad esempio, se, delle cinque strutture complesse di Medicina Trasfusionale attualmente presenti a Carbonia, San Gavino, Olbia, Oristano e Nuoro, soltanto l’ultima viene salvaguardata, mentre le altre quattro saranno retrocesse a strutture semplici, nonostante la legge preveda una struttura complessa per i bacini di utenza tra i 150 mila e i 300 mila abitanti, e alle stesse disposizioni del Piano per la riorganizzazione della rete ospedaliera. Il dg Moirano ha ammesso di aver ricevuto precise indicazioni al riguardo dall’assessore Arru. Con il declassamento della struttura complessa, scompariranno le strutture semplici subordinate. Così, per esempio, i pazienti talassemici seguiti dal Centro Trasfusionale e quelli in cura presso il Centro per la Terapia Anticoagulante si vedranno ridurre l’assistenza. Allo stesso modo, risultano assenti all’ospedale San Martino numerose specialità, invece ben presenti a Nuoro: Dermatologia, Ematologia, Gastroenterologia, Geriatria, Malattie Infettive, Pneumologia, Radioterapia, Chirurgia Vascolare, Neurochirurgia, Neonatologia, Nefrologia e Terapia antalgica». Dedoni contesta la riforma della sanità «a partire dal tetto, cioè dalla ridefinizione dei posti letto ospedalieri, anziché dalle fondamenta, vale a dire dall’organizzazione territoriale sulla base delle esigenze specifiche dei singoli territori, che non sono state minimamente ascoltate».

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