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Reti da pesca nell’Area marina Denunciate due persone
ORISTANO. Un’operazione della Guardia costiera di Oristano ha portato al sequestro di oltre 2 chilometri di reti da posta all’interno della zona di riserva integrale dell’Area Marina Protetta del...
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ORISTANO. Un’operazione della Guardia costiera di Oristano ha portato al sequestro di oltre 2 chilometri di reti da posta all’interno della zona di riserva integrale dell’Area Marina Protetta del Sinis – Isola di Mal di Ventre.
Nella tarda mattinata di ieri la motovedetta CP 2101 della Guardia costiera di Oristano, è intervenuta per sequestrare e rimuovere dalla zona nord dell’Isola di Mal di Ventre, proprio nella zona di riserva integrale dell’Area Marina Protetta, due reti da posta per una lunghezza complessiva di oltre 2 chilometri scongiurando possibili ripercussioni sull’ecosistema marino.
La Guardia costiera ha anche denunciato i proprietari delle reti.
La zona di tutela integrale comprende la parte settentrionale dell’Isola di Mal di Ventre e lo scoglio del Catalano, che si trova al centro di un quadrato con i vertici posti a 1000 metri dallo stesso in direzione dei 4 punti cardinali.
La Zona di tutela integrale, denominata “A”, ha un elevato livello di protezione degli habitat e delle specie. In essa infatti è consentito l’accesso ai soli mezzi e al personale autorizzati per la ricerca e la sorveglianza.
Nella tarda mattinata di ieri la motovedetta CP 2101 della Guardia costiera di Oristano, è intervenuta per sequestrare e rimuovere dalla zona nord dell’Isola di Mal di Ventre, proprio nella zona di riserva integrale dell’Area Marina Protetta, due reti da posta per una lunghezza complessiva di oltre 2 chilometri scongiurando possibili ripercussioni sull’ecosistema marino.
La Guardia costiera ha anche denunciato i proprietari delle reti.
La zona di tutela integrale comprende la parte settentrionale dell’Isola di Mal di Ventre e lo scoglio del Catalano, che si trova al centro di un quadrato con i vertici posti a 1000 metri dallo stesso in direzione dei 4 punti cardinali.
La Zona di tutela integrale, denominata “A”, ha un elevato livello di protezione degli habitat e delle specie. In essa infatti è consentito l’accesso ai soli mezzi e al personale autorizzati per la ricerca e la sorveglianza.
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