La Nuova Sardegna

Oristano

Capitale della cultura Bosa sceglie Nuoro e dimentica Oristano

di Alessandro Farina

Le due città capoluogo sono in lizza per l’assegnazione 2020 Dalla giunta Mastino sostegno che sa di ritorno alle origini

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BOSA. Il legame culturale, e non solo, con il capoluogo barbaricino resta ancora stretto malgrado il passaggio alla provincia di Oristano, peraltro mai pienamente compiuto. Per questo la giunta municipale ha dato via libera al sostegno di Bosa alla candidatura di Nuoro come Capitale italiana della cultura nel 2020. A sancirlo l’esecutivo guidato dal sindaco Luigi Mastino, che alla delibera ha allegato anche una scheda con le peculiarità identitarie del patrimonio culturale, paesaggistico e creativo del territorio che si estende in riva al Temo. La giunta ha preso atto infatti della delibera dell’esecutivo comunale di Nuoro del maggio 2017 che disponeva la candidatura del capoluogo di provincia barbaricino, per lungo tempo unico punto di riferimento amministrativo prima del passaggio a Oristano, ma ancora oggi legato a Bosa che fa capo a Nuoro per Prefettura, Questura e Camera di Commercio.

Entro il 15 settembre il comune di Nuoro, e le altre città italiane che hanno partecipato al bando, devono poi presentare un dossier con il programma delle attività culturali previste, la struttura incaricata della elaborazione e promozione del progetto, una valutazione di sostenibilità-economico finanziaria, gli obiettivi perseguiti e gli indicatori che verranno utilizzati per la misurazione del loro conseguimento. Un ambito non esclusivamente limitato al comune aderente, ma che si estende anche verso i centri che vogliano sostenerlo e supportarlo. Tra cui appunto Bosa, la decisione formale maturata nei giorni scorsi, dopo il forum tenuto a Nuoro il 26 giugno scorso. Con la decisione Bosa offre il proprio sostegno attraverso la compilazione della scheda allegata alla delibera della giunta, nella quale vengono evidenziate alcune delle peculiarità del patrimonio paesaggistico, storico, culturale, enogastronomico nella valle del Temo. A partire dal legame con il fiume, unico navigabile per oltre 6 Km della Sardegna, che attraversa il centro storico.

Scheda di cui tenere conto nel processo di elaborazione del dossier di candidatura che verrà predisposto dall’equipe progettuale competente. La delibera quindi assicura «la massima disponibilità del Comune di Bosa in ordine alla compartecipazione alla elaborazione delle linee guida del dossier, anche attraverso lo svolgimento di momenti di confronto in sede locale fra l'équipe progettuale e i portatori di interesse del territorio».

Segno che imprenditori, commercianti, artigiani di Bosa saranno coinvolti nell’iniziativa. Bosa insomma mantiene di fatto due cordoni ombelicali istituzionali: quello con Nuoro e quello con Oristano. Ma stavolta, con entrambe le città in lizza per lo stesso traguardo, la scelta è caduta su Nuoro.

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