Ladu: «Unica Zes con tutti i porti sardi»
L’ex presidente del Consorzio industriale: «Il cuore deve essere Cagliari, ma Oristano si può inserire»
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ORISTANO. Il dibattito sullo sviluppo dell’Oristanese non può prescindere da quello sul futuro delle Zone economiche speciali. Si fa un gran parlare dell’eventualità e della possibilità di istituirla (o istituirle) nell’Isola e a Oristano. Sull’argomento porta il proprio contributo Antonio Ladu, presidente dell’associazione culturale “Oristano e oltre”, ma già presidente e direttore del Consorzio industriale oltre che del Patto territoriale.
Secondo Ladu la legge non lascia spazio a interpretazioni: «In Sardegna può essere istituita una sola Zona economica speciale: «La Zes - dice Ladu - deve comprendere almeno un’area portuale collegata alla rete transeuropea dei trasport. Solo Cagliari, in Sardegna, ha un’area portuale con queste caratteristiche».
Ma l’unica Zes potrebbe benissimo comprendere anche gli altri porti sardi: «Il Decreto non dice che la zona economica speciale deve coincidere con l’area portuale collegata alla rete transeuropea dei trasporti, ma che deve comprendere almeno un’area portuale di questo genere; il che significa che può comprendere anche altre aree portuali».
Ladu ricorda che il decreto sancisce che la Zes «deve essere geograficamente delimitata e chiaramente identificata, situata entro i confini dello Stato, costituita anche da aree non territorialmente adiacenti purché presentino un nesso economico funzionale. Mi pare quindi che sia fattibile una Zes articolata a rete nei sei porti principali della Sardegna».
La Zona economica speciale potrebbe anche coincidere con l’intero territorio regionale: «Il decreto dice che le proposte possono essere presentate dalle regioni meno sviluppate e in transizione; spetta quindi alla Regione presentare e sostenere una propria proposta di istituzione della Zes, specificando le caratteristiche dell'area identificata».
Antonio ladu ricorda che nel decreto sono previsti finanziamenti per 25 milioni nel 2018, 25 milioni nel 2019, 150 milioni nel 2020: «Non vi sono risorse aggiuntive statali, perché il decreto prevede che il finanziamento della Zes avvenga attraverso la corrispondente riduzione del Fondo di Sviluppo e Coesione destinato alle regioni che propongono l’istituzione delle Zes».
Secondo Ladu la legge non lascia spazio a interpretazioni: «In Sardegna può essere istituita una sola Zona economica speciale: «La Zes - dice Ladu - deve comprendere almeno un’area portuale collegata alla rete transeuropea dei trasport. Solo Cagliari, in Sardegna, ha un’area portuale con queste caratteristiche».
Ma l’unica Zes potrebbe benissimo comprendere anche gli altri porti sardi: «Il Decreto non dice che la zona economica speciale deve coincidere con l’area portuale collegata alla rete transeuropea dei trasporti, ma che deve comprendere almeno un’area portuale di questo genere; il che significa che può comprendere anche altre aree portuali».
Ladu ricorda che il decreto sancisce che la Zes «deve essere geograficamente delimitata e chiaramente identificata, situata entro i confini dello Stato, costituita anche da aree non territorialmente adiacenti purché presentino un nesso economico funzionale. Mi pare quindi che sia fattibile una Zes articolata a rete nei sei porti principali della Sardegna».
La Zona economica speciale potrebbe anche coincidere con l’intero territorio regionale: «Il decreto dice che le proposte possono essere presentate dalle regioni meno sviluppate e in transizione; spetta quindi alla Regione presentare e sostenere una propria proposta di istituzione della Zes, specificando le caratteristiche dell'area identificata».
Antonio ladu ricorda che nel decreto sono previsti finanziamenti per 25 milioni nel 2018, 25 milioni nel 2019, 150 milioni nel 2020: «Non vi sono risorse aggiuntive statali, perché il decreto prevede che il finanziamento della Zes avvenga attraverso la corrispondente riduzione del Fondo di Sviluppo e Coesione destinato alle regioni che propongono l’istituzione delle Zes».
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