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Oristano

Reati e raid vandalici, l’Unione dei Comuni sceglie le telecamere

di Alessandro Farina
Reati e raid vandalici, l’Unione dei Comuni sceglie le telecamere

La Planargia pronta ad armarsi di occhi elettronici. «Fermare i crescenti danni al patrimonio e all’ambiente»

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BOSA. Prevenzione da atti di microcriminalità, gesti vandalici, abbandono di rifiuti nell’area urbana, nelle campagne, lungo la costa. La videosorveglianza viene spesso indicata anche dai cittadini oltre che dagli addetti ai lavori come, se non la panacea di tutti i mali, quantomeno una delle risorse da mettere in campo per la sicurezza pubblica e la tutela del patrimonio storico e ambientale pubblico. È un ambito sul quale in Planargia dovrebbero arrivare a breve interessanti novità. Giovedì è infatti in programma un incontro all’Unione dei Comuni proprio per discutere di un finanziamento da utilizzare nei paesi del territorio.

Intanto a Bosa e in diversi comuni della zona come Modolo, Magomadas e Tresnuraghes la videosorveglianza è già da tempi più o meno lunghi una realtà. La sua presenza serve a prevenire i reati e spesso è stata utile a risolvere dei casi come quelli degli attentati incendiari all’auto del sindaco e della moglie nell’autunno 2015 o quello all’auto della Guardia Costiera a Bosa Marina ad aprile del 2016, arrivato ad una svolta positiva qualche giorno fa. Spesso sono state quindi un utilissimo ausilio per le forze dell'ordine durante il corso delle indagini di episodi così gravi. Ma anche in altri ambiti, non per forza con risvolti penali, l’utilizzo delle telecamere di videosorveglianza si dimostra ormai un alleato importante. Spesso elementi dell’arredo urbano o monumenti sono alla mercé dei vandali, altre volte c’è l’abbandono dei rifiuti a dover essere limitato tanto è vero che i punti di raccolta differenziata finiscono col diventare piramidi di pattume da bonificare. Questi comportamenti generano danni economici e d’immagine per la collettività. Nel 2016 l’amministrazione comunale di Bosa, con fondi propri, aveva destinato 25mila euro all’acquisto di un sistema di videosorveglianza che a tutt’oggi può contare sull’utilizzo di varie telecamere, posizionate in diversi punti strategici dell’abitato. Una delle strade per cercare di ottenere fondi utili a incrementare il sistema con l’aggiunta di nuovi occhi elettronici era stata quella seguita dall’Unione dei Comuni. Ma la partecipazione ad un bando regionale del 2013 è risultata impraticabile, considerato che l’ente territoriale della Planargia-Montiferru Occidentale era rimasto fuori dalla graduatoria dei progetti finanziati. La svolta però potrebbe arrivare nei prossimi giorni attraverso fondi attinti direttamente dal bilancio dell’Unione. «A Bosa vorremmo attivare almeno un’altra ventina di telecamere. Ovviamente dipende tutto dai fondi a disposizione rispetto ad un progetto che guarda all’intera Planargia», dice il sindaco della città del Temo Luigi Mastino.

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