piazze e portici
L’assalto di skate e writers rovina il centro storico
ORISTANO. Dopo una lunga attesa i lavori per riqualificarla si sono conclusi pochi anni fa. Eppure quell’angolo di centro storico mostra già segni di invecchiamento precoce. È la piazza intitolata a...
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ORISTANO. Dopo una lunga attesa i lavori per riqualificarla si sono conclusi pochi anni fa. Eppure quell’angolo di centro storico mostra già segni di invecchiamento precoce. È la piazza intitolata a Giovanni Paolo II, che si affaccia su via Duomo e guarda proprio verso l’ingresso della Curia arcivescovile. Era stata oggetto di un restauro che ne aveva migliorato l’aspetto, più recentemente è stata abbellita con la posa di una delle opere dei ceramisti chiamati a lasciare il segno artistico su alcune zone del centro città. Eppure in quella piazzetta c’è qualcosa che non va.
Una parte della pavimentazione è già saltata, mentre altre parti con cui sono state recintate le aiuole o delimitati i percorsi pedonali perdono pezzi. Molti mattoncino sono stati risistemati in maniera posticcia, ma ormai serve un intervento più generale per rimettere a posto ciò che a posto non è più. Il problema è legato, un po’ come in altri punti del centro storico ad esempio la vicinissima piazza Cattedrale, a qualche frequentazione non adeguata della piazza dove spesso i gradini e gli elementi architettonici vengono scambiati per percorsi in cui utilizzare gli skate board. Così, giorno dopo giorno, la pavimentazione perde pezzi e ne fa le spese il decoro urbano per il cui ripristino c’è poi la necessità di spendere soldi pubblici che invece potrebbero essere tranquillamente risparmiati e destinati ad altri interventi. È un destino che accomuna piazza Giovanni Paolo II a piazza Cattedrale e ad altri angoli del centro storico. Un esempio lampante è il portico che da via Santa Chiara si affaccia su piazza Martini, da tutti conosciuta come piazza Tre Palme. L’imbiancatura è un ricordo lontano di fronte alle varie scritte di qualche amante della bomboletta spray in vena di creazioni tutt’altro che artistiche. Un tratto dopo l’altro, i muri del portico sono stati imbrattati con firme, disegni, sigle e altre scritte che col decoro urbano hanno assai poco a che vedere. Anzi hanno avuto il demerito di trasformare un luogo di pregio architettonico in un punto in cui la bruttezza vince.
Una parte della pavimentazione è già saltata, mentre altre parti con cui sono state recintate le aiuole o delimitati i percorsi pedonali perdono pezzi. Molti mattoncino sono stati risistemati in maniera posticcia, ma ormai serve un intervento più generale per rimettere a posto ciò che a posto non è più. Il problema è legato, un po’ come in altri punti del centro storico ad esempio la vicinissima piazza Cattedrale, a qualche frequentazione non adeguata della piazza dove spesso i gradini e gli elementi architettonici vengono scambiati per percorsi in cui utilizzare gli skate board. Così, giorno dopo giorno, la pavimentazione perde pezzi e ne fa le spese il decoro urbano per il cui ripristino c’è poi la necessità di spendere soldi pubblici che invece potrebbero essere tranquillamente risparmiati e destinati ad altri interventi. È un destino che accomuna piazza Giovanni Paolo II a piazza Cattedrale e ad altri angoli del centro storico. Un esempio lampante è il portico che da via Santa Chiara si affaccia su piazza Martini, da tutti conosciuta come piazza Tre Palme. L’imbiancatura è un ricordo lontano di fronte alle varie scritte di qualche amante della bomboletta spray in vena di creazioni tutt’altro che artistiche. Un tratto dopo l’altro, i muri del portico sono stati imbrattati con firme, disegni, sigle e altre scritte che col decoro urbano hanno assai poco a che vedere. Anzi hanno avuto il demerito di trasformare un luogo di pregio architettonico in un punto in cui la bruttezza vince.
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