Palasport e campi da gioco ormai vicini al tracollo
di Enrico Carta
Per tennis, atletica leggera e basket alle porte un anno di incertezze La piscina e il Palatharros sono ristrutturati, Torangius ritrova il palazzetto
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ORISTANO. Carenze di documentazione, adeguamenti mai fatti, prescrizioni sulla sicurezza a cui è impossibile stare dietro perché assieme ai dettami ministeriali quasi mai arrivano i soldi necessari per riportare a norma gli impianti sportivi. E poi ci sono decenni di trascuratezza per i quali non possono essere certo sufficienti i soldi messi a disposizione durante l’ultimo periodo. Eppure la situazione dello sport oristanese, campo Tharros a parte, poteva essere ancor più disastrosa. Per ora si riesce ancora a disputare allenamenti, gare e campionati (non in tutti i casi), ma il complesso degli impianti sportivi somiglia al castello di carte che rischia di crollare al primo spiffero. Al momento palazzetti, campi da atletica, campi da calcio e piscina evitano il naufragio, al di là della pessima figura marchiata giovedì scorso con l’annullamento della partita amichevole tra il Cagliari Calcio e il Tortolì.
Piscina e megapalasport. Chi gode di buona salute è sicuramente la piscina, recentemente ristrutturata. L’attività parte proprio ora e la città trova un impianto di alto livello, cosa che la piscina comunale non era mai stata dal momento della sua apertura. Viaggiano invece quanto mai spediti i lavori per il nuovo mega palasport di Sa Rodia, il quale però non potrà essere certo utilizzabile in tempi brevi. Deve comunque essere considerata come una struttura che non potrà essere gestita dalle società locali. Visti i costi di gestione si presenta più come luogo per grandi eventi che per l’attività di piccole realtà.
Campo di atletica. L’impianto del Sacro Cuore è interessato da lavori che si concluderanno nelle prossime settimane. Mancano gli arredi e il collaudo e gli spogliatoi saranno nuovamente agibili. Il vero problema resta però quello della pista sulla quale si disputa la maggior parte delle gare. Il fondo è ormai consumato e privo di risposta elastica, al pari delle pedane dell’alto, dei salti e dei lanci. Nel 2017 non si sono disputate gare del circuito regionale, ma solo competizioni giovanili (fino agli 11 anni) e con risultati non omologati. Da oltre un anno è poi scaduta la gestione che viene prorogata ogni sei mesi. Male.
Palatharros. Qui i lavori sono conclusi. Entro la fine del mese la palestra rinnovata sarà consegnata al Comune per il collaudo. Potrà ospitare trecento spettatori per ciascuna delle due tribune e sarà il regno del volley così come già avvenuto negli ultimi anni. Al momento è sicuramente quello che, tra gli impianti datati, gode di buona salute.
Tennis. Cronaca di un disastro. Se si dovesse fare una gara di motocross, la superficie di gioco dei campi da tennis di Sa Rodia sarebbe perfetta. Il problema è che ci devono rimbalzare delle palline di gomma e che magari le articolazioni degli allievi del TC 70 vorrebbero godere di maggiore salvaguardia. Visto che la stagione sta iniziando, la società ha dovuto ricorrere al fai da te per ripulire l’area dalle erbacce e far sparire un monte di rifiuti lasciato al tempo degli ultimi lavori datati 2014.
Palazzetto di Sa Rodia. Continuano le dolenti note. L’impianto è vecchio, sul tetto c’è l’amianto e in più l’impermeabilità della copertura è solo un ricordo per i più anziani. Il fondo di gioco ha diversi avvallamenti e in più punti si è sbriciolato. L’Azzurra Basket si troverà costretta a breve a intervenire a sue spese (non bastassero tutte le altre) per metterci una pezza o anche più di una. Si attende che la Regione finanzi nuovamente i lavori – il progetto è già pronto da tempo – per la copertura prima di procedere con qualsiasi altra riparazione.
Palasport di Torangius. Quella di San Paolo è un’altra delle strutture interessate dall’ultimo ciclo di lavori. Superati i ripetuti problemi causati dai vandali, l’appalto volge al termine. Due mesi, al massimo tre, e il quartiere di Torangius avrà nuovamente il palazzetto agibile e funzionale assieme ai campi da calcio a 5, sperando che qualcuno si ricordi che la manutenzione costante serve per evitare poi di dover cercare centinaia di migliaia di euro per rimettere a posto ciò che non sta più in piedi perché per anni è rimasto abbandonato a se stesso.
Piscina e megapalasport. Chi gode di buona salute è sicuramente la piscina, recentemente ristrutturata. L’attività parte proprio ora e la città trova un impianto di alto livello, cosa che la piscina comunale non era mai stata dal momento della sua apertura. Viaggiano invece quanto mai spediti i lavori per il nuovo mega palasport di Sa Rodia, il quale però non potrà essere certo utilizzabile in tempi brevi. Deve comunque essere considerata come una struttura che non potrà essere gestita dalle società locali. Visti i costi di gestione si presenta più come luogo per grandi eventi che per l’attività di piccole realtà.
Campo di atletica. L’impianto del Sacro Cuore è interessato da lavori che si concluderanno nelle prossime settimane. Mancano gli arredi e il collaudo e gli spogliatoi saranno nuovamente agibili. Il vero problema resta però quello della pista sulla quale si disputa la maggior parte delle gare. Il fondo è ormai consumato e privo di risposta elastica, al pari delle pedane dell’alto, dei salti e dei lanci. Nel 2017 non si sono disputate gare del circuito regionale, ma solo competizioni giovanili (fino agli 11 anni) e con risultati non omologati. Da oltre un anno è poi scaduta la gestione che viene prorogata ogni sei mesi. Male.
Palatharros. Qui i lavori sono conclusi. Entro la fine del mese la palestra rinnovata sarà consegnata al Comune per il collaudo. Potrà ospitare trecento spettatori per ciascuna delle due tribune e sarà il regno del volley così come già avvenuto negli ultimi anni. Al momento è sicuramente quello che, tra gli impianti datati, gode di buona salute.
Tennis. Cronaca di un disastro. Se si dovesse fare una gara di motocross, la superficie di gioco dei campi da tennis di Sa Rodia sarebbe perfetta. Il problema è che ci devono rimbalzare delle palline di gomma e che magari le articolazioni degli allievi del TC 70 vorrebbero godere di maggiore salvaguardia. Visto che la stagione sta iniziando, la società ha dovuto ricorrere al fai da te per ripulire l’area dalle erbacce e far sparire un monte di rifiuti lasciato al tempo degli ultimi lavori datati 2014.
Palazzetto di Sa Rodia. Continuano le dolenti note. L’impianto è vecchio, sul tetto c’è l’amianto e in più l’impermeabilità della copertura è solo un ricordo per i più anziani. Il fondo di gioco ha diversi avvallamenti e in più punti si è sbriciolato. L’Azzurra Basket si troverà costretta a breve a intervenire a sue spese (non bastassero tutte le altre) per metterci una pezza o anche più di una. Si attende che la Regione finanzi nuovamente i lavori – il progetto è già pronto da tempo – per la copertura prima di procedere con qualsiasi altra riparazione.
Palasport di Torangius. Quella di San Paolo è un’altra delle strutture interessate dall’ultimo ciclo di lavori. Superati i ripetuti problemi causati dai vandali, l’appalto volge al termine. Due mesi, al massimo tre, e il quartiere di Torangius avrà nuovamente il palazzetto agibile e funzionale assieme ai campi da calcio a 5, sperando che qualcuno si ricordi che la manutenzione costante serve per evitare poi di dover cercare centinaia di migliaia di euro per rimettere a posto ciò che non sta più in piedi perché per anni è rimasto abbandonato a se stesso.
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