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Oristano

gli abusi contestati 

Ex Hotel Cama chiesta la condanna per il costruttore

ORISTANO. Nessuno cambia idea. Accusa e difesa restano inchiodate sulle loro posizioni. Il pubblico ministero Andrea Chelo chiede la condanna a un anno e 10 mesi per l’architetto Giovanni Lochi, gli...

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ORISTANO. Nessuno cambia idea. Accusa e difesa restano inchiodate sulle loro posizioni. Il pubblico ministero Andrea Chelo chiede la condanna a un anno e 10 mesi per l’architetto Giovanni Lochi, gli avvocati difensori Marcello Mereu e Basilio Brodu reclamano a gran voce l’assoluzione. Il processo sul cambio di destinazione d’uso e sull’ampliamento dell’ex Hotel Cama si chiuderà il 9 ottobre. L’albergo costruito con i soldi destinati alle strutture d’accoglienza durante i mondiali di Italia 90 ora è un palazzo con numerosi appartamenti.

La sua trasformazione è avvenuta tra il 2012 e il 2015, ma le contestazioni che vengono mosse al costruttore oristanese e per le quali l’ex Hotel fu anche posto sotto sequestro riguardano un periodo precedente. Le visioni però sono discordanti e da un lato c’è chi come la pubblica accusa si appoggia agli esiti delle indagini affidate alla sezione di polizia del Corpo Forestale e alla successiva perizia tecnica. Il pubblico ministero sostiene che Giovanni Lochi avrebbe dichiarato falsamente una volumetria superiore a quella reale. L’avrebbe fatto nella Dichiarazione unica per le attività produttive del 2008 e del 2010. Questo gli avrebbe permesso poi di ottenere il permesso per una cubatura superiore nel momento in cui, col cambio di destinazione d’uso, fu acconsentita la trasformazione in appartamenti. L’altra contestazione riguarda il mancato rispetto dell’arretramento di un metro e mezzo delle nuove cubature per mantenere la distanza della costruzione dalle facciate degli edifici prospicienti e dagli spazi pubblici.

Gli avvocati Basilio Brodu e Marcello Mereu hanno però ribadito come ogni opera sia stata legittimata da atti successivi a quelli contestati. La valutazione va fatta in base alle norme vigenti al momento dell’attuazione delle opere. In più l’unica tavola progettuale con dati errati non può essere considerata come quella valida in mezzo a tante altre. La difesa, che si è avvalsa della consulenza dell’ex assessore regionale all’Urbanistica Gianvalerio Sanna, ha dato un’interpretazione differente del Piano Casa e della legge regionale rispetto a quella dell’accusa. Tutto materiale su cui si esprimerà il giudice Elisa Marras. (e.c.)

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