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Oristano

Il questore: «Eventi più protetti, serve programmazione»

di Roberto Petretto
Il questore: «Eventi più protetti, serve programmazione»

Dalla Sartiglia alla Corsa degli scalzi: nuove soluzioni  Aliquò: «Norme già esistenti, ora un’applicazione rigorosa»

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ORISTANO. Ci si deve abituare all’idea di convivere con una situazione nuova: a convivere con un timore strisciante, con un senso diffuso di insicurezza. Con transenne, blocchi di cemento e camion messi di traverso a bloccare gli accessi alle strade. È l’effetto terrore globale, che fa fuggire per un falso allarme la folla radunata in una piazza all’esplodere in un petardo, o quella che passeggia in strada perché qualcuno, per scherzo, urla frasi in simil-arabo. E per quanto certi episodi ci possano sembrare lontani, entrano nella vita quotidiana e la cambiano. Alla Sartiglia ce ne siamo già accorti, con in jersey sistemati in punti strategici e i varchi di controllo per il pubblico. All’Ardia di Sedilo non sono mancate le difficoltà, così come in alcuni concerti estivi o in alcune sagre della zona. Più sicurezza, più controlli. Meglio abituarsi al nuovo ritornello. «Non si tratta di nuove disposizioni - spiega il questore Giovanni Aliquò -, ma di un’applicazione più precisa e puntuale di norme che già esistevano».

La circolare del 7 giugno 2017 del Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno, la cosiddetta Circolare Gabrielli, dal nome del capo della polizia, emanata dopo i fatti di Torino, detta regole precise per la gestione di eventi che prevedono una grande partecipazione di pubblico. Si fa una distinzione tra safety (che ricade in capo a Prefettura, Comuni, vigili del fuoco, polizia locale e organizzatori) e security (servizi di ordine e sicurezza). La circolare stabilisce la distinzioni che spettano alle forze di polizia e quelli che spettano alle amministrazioni e agli organizzatori. Novità (o nuove applicazioni di concetti già noti) che stanno creando qualche problema nel rapporto tra Questura e varie organizzazioni. Qualcuno sente minacciate tradizioni e rituali antichi: «La Questura non è un organismo che dice no per principio - dice il questore Aliquò -, anzi, il nostro intento è quello di fare in modo che le manifestazioni si svolgano regolarmente. Certo, è necessario che certi eventi si evolvano in tema di sicurezza. Per fare questo è necessario che noi veniamo coinvolti per tempo e non all’ultimo minuto. In modo che possano essere studiate soluzioni».

Il riferimento non nascosto è all’episodio dell’annullamento dell’amichevole del Cagliari al Campo Tharros: «È un caso paradigmatico - dice il questore -. Gli organizzatori sapevano di questo evento da un mese, poi all’ultimo momento hanno fatto la richiesta. A quel punto non c’era più il tempo per fare quegli interventi che erano necessari. Insomma, per il futuro bisogna organizzare e soprattutto programmare per tempo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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