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L’associazione Is Curridoris: «Accessi regolati sulla strada»

di Piero Marongiu
L’associazione Is Curridoris: «Accessi regolati sulla strada»

CABRAS. Il presidente dell’Associazione de “Is Curridoris” Renzo Dessì, dopo la caduta costata la frattura del femore sinistro a Efisio Lutzu, non fa polemiche, anche perché dell’incidente di Lutzu...

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CABRAS. Il presidente dell’Associazione de “Is Curridoris” Renzo Dessì, dopo la caduta costata la frattura del femore sinistro a Efisio Lutzu, non fa polemiche, anche perché dell’incidente di Lutzu si sta occupando un legale dell’associazione, il quale sta esaminando la polizza assicurativa sottoscritta dai corridori, per la prima volta quest’anno, contro gli infortuni causati da terzi.

«Le polemiche - dice Dessì - non servono a nessuno. Tantomeno al nostro amico Efisio. Polemizzando non guarirà certo prima del tempo». Ma Dessì non è neppure un fatalista, di quelli che dicono: è capitato perché doveva capitare, quindi pazienza. «Qualcosa da fare per rendere più sicura la corsa c’è - spiega -. Per esempio: sistemare il fondo stradale nei tratti asfaltati, che in molti punti si presenta in condizioni peggiori di quello sterrato».

Se i 4 chilometri circa di strada bianca che dal villaggio di San Salvatore corrono a fianco della riva sinistra dello stagno venissero ripuliti da erbacce, spine e sassi prima della corsa, sicuramente i corridori ne beneficerebbero. Come pure renderebbe più sicura la corsa se all’ingresso del paese gli spettatori venissero tenuti sopra i marciapiedi e non potessero, come accade adesso, riversarsi sulla strada proprio mentre il serpentone dei corridori, stanchissimi, percorrono gli ultimi cento metri di corsa prima di mettersi al passo, concludendo la processione e avviandosi verso la chiesa di Santa Maria.

L’incidente a Efisio Lutzu è avvenuto a poco meno di un centinaio di metri dall’arrivo, dove la concentrazione degli spettatori era maggiore. A causarlo una fotografa improvvisata che, sfuggita al controllo degli addetti al servizio d’ordine, inconsapevole della situazione di pericolo che stava creando, è scesa dal marciapiede per riprendere meglio l’arrivo dei corridori. Efisio Lutzu ha visto l’ostacolo all’ultimo momento e per evitarlo è caduto procurandosi una frattura.

Il numero dei partecipanti alla corsa degli scalzi, da qualche anno a questa parte, supera il migliaio. Occorre quindi che tutte le condizioni di sicurezza, per i corridori e per gli spettatori, vengano garantite. «Lungo la pista - dicono gli organizzatori - devono esserci soltanto le persone regolarmente autorizzate, servizio d’ordine, giornalisti e fotografi, con indosso una pettorina che le renda ben visibili, che non oltrepassino comunque una linea di sicurezza».

Intanto, ieri sera, Renzo Dessi, accompagnato da una delegazione di “Curridoris”, ha fatto visita a Efisio Lutzu per testimoniargli «la solidarietà dell’associazione che rappresento a nome di tutti i soci, e per augurargli una pronta guarigione».

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