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Siccità, a rischio la cascata del Parco Aymerich

Siccità, a rischio la cascata del Parco Aymerich

LACONI. Mentre si attende l’arrivo delle piogge che possano alimentare i bacini ormai vuoti, è emergenza anche per le cascate del parco Aymerich, che non più alimentate rischiano di prosciugarsi...

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LACONI. Mentre si attende l’arrivo delle piogge che possano alimentare i bacini ormai vuoti, è emergenza anche per le cascate del parco Aymerich, che non più alimentate rischiano di prosciugarsi almeno sino alla prossima stagione.

Era già successo alcuni anni fa che la prolungata siccità mettesse a dura prova il polmone verde cittadino, lasciando quasi a secco i numerosi corsi d’acqua e i rigagnoli artificiali. Al momento la preoccupazione e l’attenzione è rivolta alla “Cascata Maggiore” che nelle ultime settimane viene costantemente monitorata.

Per precauzione e soprattutto per garantire l’incolumità delle persone da eventuali distaccamenti di massi, l’area circostante è stata transennata.

La cascata rappresenta la principale attrattiva del parco, che invoglia i visitatori ad inerpicarsi tra i sentieri del bosco per ammirare un vero e proprio spettacolo della natura.

Anche quest’estate non ha tradito le aspettative dei turisti conservando la sua maestosa bellezza, ma le alte temperature e la progressiva diminuzione della portata del Rio Pauli, stanno minacciando l’intero ecosistema del bosco.

Il piano che sovrasta il parco è conosciuto come “Pauli”, un termine che indica un luogo paludoso, ricco d’acqua; fino a pochi decenni fa, infatti, l’acqua scorreva libera alimentando le cascate ed il fiume che attraversa il parco.

La prolungata siccità e l’utilizzo dell’acqua per l’irrigazione degli orti contribuisce ad impoverire le riserve idriche del bosco. Per cercare di correre ai ripari il sindaco Anna Paola Zaccheddu ha emesso un’ ordinanza per preservare la sicurezza dei visitatori e naturalmente il patrimonio naturale. Si teme, infatti, che la riduzione del deflusso dell’acqua nelle cascate possa determinare un danneggiamento del calcare con conseguente inaridimento.

Questo potrebbe causare eventuali distacchi di parte del calcare rappresentando un pericolo per l’incolumità delle persone che transitano.

L’ordinanza del Sindaco mira a porre limiti all’utilizzo per uso irriguo dell’acqua che alimenta il parco.

«Come ulteriore misura di salvaguardia del patrimonio naturale ed ambientale – si legge nell’ordinanza – l’attingimento dell’acqua proveniente, oltre che dalla sorgente del Rio Pauli, anche dalle altre sorgenti che approvvigionano le cascate e i ruscelli del Parco Aymerich, si consente esclusivamente dalle 20 alle 22».

Ivana Fulghesu

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