dietro la festa del rimedio
Suolo pubblico troppo caro, gli ambulanti insoddisfatti
di Piero Marongiu
ORISTANO. Tra fede e devozione popolare, dopo aver ascoltato una delle tante messe celebrate dai sacerdoti che si sono succeduti durante tutta la giornata dedicata alla natività di Maria, i...
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ORISTANO. Tra fede e devozione popolare, dopo aver ascoltato una delle tante messe celebrate dai sacerdoti che si sono succeduti durante tutta la giornata dedicata alla natività di Maria, i pellegrini non hanno disdegnato una sosta nelle tante bancarelle disposte intorno alla basilica del Rimedio e nelle strade vicine. Si poteva trovare di tutto: dai contenitori in ceramica ai coltelli artigianali; dalle immagini sacre di santi ai rosari e alle medagliette con la Vergine raffigurata.
La festa in onore della Madonna dispensatrice de rimedios pro d’ogni male è anche questo: un affare per molti. Soprattutto per chi, anche se di un’altra fede cerca di guadagnare qualche euro, come un giovane senegalese che si professa musulmano: «Dio è uno solo» dice mentre propone in vendita le immagini dei santi e della stessa Vergine Maria. Ma la devozione verso la Madonna è davvero tanta e lo si è potuto toccare con mano durante la messa delle 18.30, celebrata dall’arcivescovo Ignazio Sanna, alla quale ha assistito oltre un migliaio di persone.
Poi c’è l’aspetto profano, quello che riguarda l’afflusso dei pellegrini negli stazzi per consumare muggini, anguille o porchetto: tutto rigorosamente arrosto e accompagnato da vino, pane, frutta e verdura. «Non ce la facciamo più a sostenere i costi del suolo pubblico, diventati troppo alti – dice Gianfranco, da dietro il banco del suo stazzo –. Gran parte del nostro guadagno se ne va per pagare i balzelli che ci chiedono». E non è il solo a lamentarsi dei costi della burocrazia. «Quanto dovremmo guadagnare? – gli fa eco Fabrizio, titolare di un chiosco per la vendita di bevande –. Ogni anno è peggio». Eppure i prezzi del suolo pubblico, rispetto allo scorso anno, non sono aumentati fanno sapere dal Comune. Come non sono aumentati i prezzi degli arrosti: muggini taglia piccola, 4 per 10 euro. Prezzo che aumentava in base alla grandezza del pesce. Il maialetto veniva venduto a 25 euro al chilo, mentre ravanelli e sedani a 2 euro il mazzo e le pesche e l’una a 2 euro e mezzo al chilo. Neppure il prezzo del torroni e della frutta secca si discostava da quello dell’anno scorso. «Si vende poco con questi prezzi – dice Giuseppe, arrostitore di Cabras –, se li aumentassimo venderemo ancora meno. Il problema è dato dal fatto che prima ancora di vendere un pesce o un’anguilla qualcuno tra tasse e marche da bollo ha già speso anche oltre 400 euro».
Insomma, le lamentele non mancano, come ogni anno. Però nessuno rinuncia a mangiare l’arrosto appena preparato, comodamente seduto in uno dei tanti stazzi.
La festa in onore della Madonna dispensatrice de rimedios pro d’ogni male è anche questo: un affare per molti. Soprattutto per chi, anche se di un’altra fede cerca di guadagnare qualche euro, come un giovane senegalese che si professa musulmano: «Dio è uno solo» dice mentre propone in vendita le immagini dei santi e della stessa Vergine Maria. Ma la devozione verso la Madonna è davvero tanta e lo si è potuto toccare con mano durante la messa delle 18.30, celebrata dall’arcivescovo Ignazio Sanna, alla quale ha assistito oltre un migliaio di persone.
Poi c’è l’aspetto profano, quello che riguarda l’afflusso dei pellegrini negli stazzi per consumare muggini, anguille o porchetto: tutto rigorosamente arrosto e accompagnato da vino, pane, frutta e verdura. «Non ce la facciamo più a sostenere i costi del suolo pubblico, diventati troppo alti – dice Gianfranco, da dietro il banco del suo stazzo –. Gran parte del nostro guadagno se ne va per pagare i balzelli che ci chiedono». E non è il solo a lamentarsi dei costi della burocrazia. «Quanto dovremmo guadagnare? – gli fa eco Fabrizio, titolare di un chiosco per la vendita di bevande –. Ogni anno è peggio». Eppure i prezzi del suolo pubblico, rispetto allo scorso anno, non sono aumentati fanno sapere dal Comune. Come non sono aumentati i prezzi degli arrosti: muggini taglia piccola, 4 per 10 euro. Prezzo che aumentava in base alla grandezza del pesce. Il maialetto veniva venduto a 25 euro al chilo, mentre ravanelli e sedani a 2 euro il mazzo e le pesche e l’una a 2 euro e mezzo al chilo. Neppure il prezzo del torroni e della frutta secca si discostava da quello dell’anno scorso. «Si vende poco con questi prezzi – dice Giuseppe, arrostitore di Cabras –, se li aumentassimo venderemo ancora meno. Il problema è dato dal fatto che prima ancora di vendere un pesce o un’anguilla qualcuno tra tasse e marche da bollo ha già speso anche oltre 400 euro».
Insomma, le lamentele non mancano, come ogni anno. Però nessuno rinuncia a mangiare l’arrosto appena preparato, comodamente seduto in uno dei tanti stazzi.
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