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Laconi, «Forestas chiude il cantiere»

Laconi, «Forestas chiude il cantiere»

LACONI. Mantenere i servizi, la missione impossibile dei piccoli paesi. La storia si ripete anno dopo anno: scuole, uffici, servizi cancellati dall’ inclemente calcolo ragionieristico che lascia i...

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LACONI. Mantenere i servizi, la missione impossibile dei piccoli paesi. La storia si ripete anno dopo anno: scuole, uffici, servizi cancellati dall’ inclemente calcolo ragionieristico che lascia i piccoli comuni sempre più in difficoltà nella lotta per la so-pravvivenza. Lo sa bene anche il centro del Sarcidano che nel corso degli ultimi anni ha già dovuto rinunciare ad importanti servizi. Questa volta la preoccupazione è per il futuro dell’ufficio locale dell’Agenzia Forestas. Dopo l’ incontro che si è tenuto proprio nella cittadina del Sarcidano lo scorso mese di Maggio, nel corso del quale è stata presentata la nuova Agenzia regionale e sono state analizzate le problematiche relative al mansionamento e alla situazione contrattuale dei dipendenti, ancora una volta si parla della situazione dei dipendenti qualora dovesse essere confermata la decisione di chiudere gli ufficio della sede laconese. Circola infatti, in questi giorni la notizia che Forestas, nell’ambito della ridefinizione dei confini, abbia deciso di chiudere gli uffici del cantiere forestale di Laconi per aggregarli ad altra sede. L’operazione riguarda alcune unità di dipendenti il cui trasferimento comporterebbe certamente disagi, ma anche un danno per il paese che ancora una volta vede gli uffici trasferiti in altre sedi e in altri centri. Pronti a dar battaglia perché ciò non avvenga, sulla questione sono intervenuti i due gruppi di minoranza Insieme per Laconi e Laconi bene comune che hanno chiesto al Sindaco Anna Paola Zaccheddu maggiori informazioni riguardo alla paventata ipotesi di chiusura e soprattutto i due gruppi hanno proposto l’adozione di un’azione unitaria di tutto il consiglio comunale per scongiurare il verificarsi dell’evento. «Se la notizia dovesse rispondere a verità – hanno commentato i consiglieri Simona Corongiu e Carlo Orgiu – tale decisione sarebbe un ulteriore scippo di servizi perpetrati nei confronti della nostra comunità». (iv.ful.)

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