La Nuova Sardegna

Oristano

Bosa, calunnia sul muro della scuola contro imprenditore

di Alessandro Farina
Bosa, calunnia sul muro della scuola contro imprenditore

È stata cancellata prima dell’ingresso dei suoi figli L’amaro sfogo della vittima: «Oltrepassato ogni limite»

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BOSA. Una calunnia a sfondo sessuale che ha dell’assurdo. Il primo giorno di scuola è stato sporcato dalle scritte fatte sul muro dell’istituto e rivolte a un imprenditore turistico. Parole pesanti che avrebbero certamente ferito pesantemente i figli dell’uomo che frequentano le primarie se non fossero state viste prima dell’ingresso dei bambini nel cortile del caseggiato nella mattina di martedì. Ma l’effetto denigratorio cercato e attenuato cancellando in tempi rapidi la scritta, si è rivelato come un boomerang per lo sconosciuto autore. Il gesto infatti, oltre ad essere al centro di un’indagine delle forze dell’ordine, è stato stigmatizzato con una ferma e pubblica condanna espressa dall’imprenditore, che ha raccolto numerose attestati di solidarietà, compresa quella del sindaco Luigi Mastino, che si è recato subito a scuola dopo aver saputo quanto accaduto per esprimere i sentimenti dell’intera città.

Bersaglio del messaggio è stato Mario Guerri, che a Bosa Marina gestisce con successo da qualche anno “Il localino” e a Bosa sta per inaugurare la seconda stagione della “Bodeguita”, locale che si affaccia sul viale alberato. L’imprenditore non ci sta a subire passivamente e spiega, condannando apertamente il gesto: «Sono venuto dalla Romagna in Sardegna perché amo questa terra» Ricorda poi le origini di Tresnuraghes della sua famiglia e prosegue: «Non avrò l’accento sardo, non sarò nato in Sardegna, ma fidatevi che tengo a questa terra più di qualsiasi altro posto al mondo», racconta in quella che suona come una vera e propria dichiarazione d’amore. Non è la prima volta che a Bosa compaiono scritte di cattivo gusto, ma quest’ultima, di cui si stanno occupando i carabinieri al comando del luogotenente Gavino Graziano dopo la denuncia presentata in caserma a Bosa, ha ferito, scosso, e spinto a una aperta replica tanti genitori e cittadini.

Questa volta per colpire l’obiettivo principale delle calunnie, forse nate da gelosie legate all’attività imprenditoriale, si è rischiato di coinvolgere dei bambini. «Sono cosciente, consapevole del rischio che corro nel mio mestiere, so benissimo di essere sempre sotto gli occhi di tutti, di essere giudicato nel bene e nel male, so anche che posso essere criticato, apprezzato, odiato, elogiato. Sono più che consapevole che non potrò mai piacere a tutti, ma fa parte delle regole del gioco. Però stavolta si è passato qualsiasi limite – dice ancora Mario Guerri –. I bambini non c’entrano e il primo giorno di scuola è sacro». La riflessione è stata condivisa da tante persone che hanno espresso apertamente vicinanza a Mario Guerri anche personalmente.

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