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Oristano

IL PUNTO 

I tanti silenzi e le domande sui ritardi

SIMAXIS. L’amianto c’è, eccome. Ci sono anche i rifiuti pericolosi. E ci sono almeno due esposti alla Procura della Repubblica sul cantiere del cavalcaferrovia lungo la Statale 388, a Simaxis....

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SIMAXIS. L’amianto c’è, eccome. Ci sono anche i rifiuti pericolosi. E ci sono almeno due esposti alla Procura della Repubblica sul cantiere del cavalcaferrovia lungo la Statale 388, a Simaxis. Nessuno – Procura della Repubblica, Asl, Ufficio del Lavoro, Arpas, Comuni di Simaxis e Oristano, Provincia, e, ovviamente, Rete ferroviaria italiana – può dire di non averlo saputo. Ci sono le mail certificate che l’ingegner Rolando Crespi ha inviato a tutti. E allora, sarebbe utile che qualcuno rispondesse a qualche domanda. Perchè il cantiere non è stato posto sotto sequestro dalla Procura, una volta segnalata la presenza di rifiuti pericolosi? Perché non lo ha fatto la Asl? Ancora prima, perchè in sede di conferenza dei servizi, quindi molto prima che iniziassero i lavori, nessuno ha detto che lì sotto c’era una cava?

Ora bisognerà capire cosa succederà. Rfi dovrà dire come intenderà procedere per la bonifica di quell’area che, fatti i conti, costerà molto. Sempre che qualcuno glielo imponga: in questa storia hanno trionfato i silenzi e i ritardi. È un fatto incontrovertibile, e inspegabile, così come non si spiega perchè il sopralluogo compiuto dalla Asl non risulti da alcun verbale visto che la stessa Asl, alla quale la Cidieffe li ha chiesti, ha detto di non aver avuto il tempo di farli.

Un altro elemento di interesse è legato al fatto che questo cavalcaferrovia, se mai si farà (ma si dovrà predisporre un progetto aggiornato e bandire un nuovo appalto), sarà poi preso in consegna dall’Anas, secondo quanto disciplinato da un accordo siglato tra l’Agenzia e Rfi. Anas dovrà quindi prendere in carico una piattaforma stradale, scarpata, fascia di rispetto di sette metri per parte che poggia su una discarica che, è certificato, contiene materiali pericolosi. Lo farà?

L’Associazione ex esposti amianto aveva espresso preoccupazione per i profili ambientali di questa vicenda. Ma anche quella voce è rimasta inascoltata. (simonetta selloni)

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