CABRAS
Scalzi, ribadito il diniego a chi non è del paese
CABRAS. L’ultima edizione della corsa degli Scalzi, ha lasciato una serie di polemiche, non ancora rientrate del tutto, nate intorno a un quesito posto da Antonello Trincas, corridore da 54 anni,...
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CABRAS. L’ultima edizione della corsa degli Scalzi, ha lasciato una serie di polemiche, non ancora rientrate del tutto, nate intorno a un quesito posto da Antonello Trincas, corridore da 54 anni, che ha chiesto se dovesse essere l’associazione dei corridori o della chiesa a esprimersi circa l’apertura della corsa anche ai devoti non cabraresi. «Trattandosi di devozione popolare verso il santo – ha spiegato Trincas – ho soltanto rivolto, in maniera corretta ed educata, un quesito, cioè: siamo sicuri che sia legittimo impedire la partecipazione alla corsa a un cristiano non di Cabras?». Una domanda legittima, quella posta da Trincas, che ha suscitato molti commenti, alcuni dei quali pesanti e offensivi, sui social. Ieri sera l’associazione dei corridori, presieduta da Renzo Dessì, ha convocato una riunione, alla quale hanno partecipato i 14 priori che fanno capo al sodalizio, durante la quale è stato ribadito quanto previsto dal regolamento redatto 25 anni fa, che, è stato ricordato a tutti, all’articolo due dice che per partecipare alla corsa è necessario avere alcuni requisiti imprescindibile, e cioè: “oltre all’affidabilità morale, essere nato a Cabras o nella sua frazione; essere residente a Cabras, o nella sua frazione, da almeno 15 anni; avere almeno un genitore nativo di Cabras o della sua frazione; eventuali deroghe potranno essere concesse con il solo voto unanime dell’assemblea e avranno la durata massima inderogabile di una corsa”. In sostanza, è stato confermato quanto già si sapeva, e cioè che il presidente, i priori e il comitato dei corridori, intendono rimanere all’interno del solco tracciato 25 anni fa, quando è stato scritto il regolamento. Dal presidente e dai priori, a margine dell’assemblea, è stata ribadita la stima e l’amicizia nei confronti di Tito Sedda, noto medico oncologo (gavoese di nascita ma oristanese d’adozione), che aveva chiesto di partecipare alla corsa e al quale era stato risposto di no, motivo che aveva scatenato le polemiche che l’associazione ha inteso far cessare con l’assemblea indetta ieri sera.
Piero Marongiu
Piero Marongiu
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