La Nuova Sardegna

Oristano

Spettacoli, il lamento degli organizzatori

di Michela Cuccu
Spettacoli, il lamento degli organizzatori

Salvatore Corona (Agenzia Applausi): «Continuare questa attività è sempre più problematico»

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ORISTANO. «La nuova legge per gli spettacoli ha complicato le cose in maniera esponenziale». È univoca la reazione degli addetti ai lavori all’indomani della notizia sull’annullamento del concerto revival dei gruppi rock oristanesi che si sarebbe dovuto tenere il 29 settembre in piazza Eleonora. Loro, gli organizzatori di “Quelli degli anni ‘60 e ‘70”, Gigi Pisu, titolare del negozio “Casa della Musica” e Nanni Di Cesare, hanno spiegato: «Le nuove disposizioni sulla sicurezza hanno aumentato a dismisura le pratiche burocratiche ma soprattutto i costi: per la serata, non a scopo di lucro, avremmo dovuto spendere oltre 2500 euro: cifra che non abbiamo».

Insomma, il cartellone del Settembre oristanese perde uno degli eventi più attesi. In realtà anche altri partecipanti alla rassegna si stanno trovando i fortissime difficoltà.

È il caso dell’Ente Concerti che sta cercando una location possibile per il concerto del 30 settembre. Spiega la presidente, Silvia Orrù: «Noi lo spettacolo lo faremo comunque, a costo di farli fuori Oristano, dato che di spazi adeguati non ne abbiamo più, da quando il Teatro Garau è chiuso e anche l’Auditorium del Sergio Atzeni non è più utilizzabile a questi scopi, ma questa nuova legge, arrivata in piena estate ci sta rendendo difficili le cose».

Anche i professionisti dell’organizzazione di spettacoli, sono concordi: «Tenere eventi all’aperto è sempre più complicato – dice il titolare dell’agenzia Applausi, Salvatore Corona – Certo: le misure di sicurezza sono un aspetto irrinunciabile, ma i costi e la burocrazia stanno diventato insostenibili, tanto è vero che un concerto all’aperto, raramente chiude in attivo. Faccio un esempio semplice: per un concerto di pianoforte a Tharros, solo la certificazione sull’impatto acustico ci è costata 1300 euro. È evidente che in questa legge sono troppi gli aspetti da migliorare».

La Questura parla di una necessità imposta dalla legge. Un’interpretazione più rigida di norme già esistenti, arrivata dopo i fatti di Torino: in occasione della finale di Champions league, il pubblico che seguiva la partita della Juventus da un megaschermo in piazza San Carlo venne colto dal panico per un falso allarme bomba e la calca provocò feriti e disordini.

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