Torrente: appalto alla Spo, scelta obbligata
L’amministratore della Provincia spiega l’interruzione del rapporto con la ditta di pulizie esterna
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ORISTANO. «È un percorso obbligato quello intrapreso dalla Provincia in merito al servizio di pulizia degli uffici dell’ente, dettato da norme che impongono l’affido dei servizi di carattere generale alle società in house, in questo caso la Servizi Provincia Oristano». L’amministratore straordinario della Provincia, Massimo Torrente, spiega così la decisione di non rinnovare l’impegno contrattuale con una impresa esterna.
«La decisione di interpellare la Spo per l’affido del servizio - spiega una nota -, non dipende dalla volontà dell’amministratore straordinario dell’Ente, né dagli uffici, ma da un rispetto delle norme che non può essere disatteso».
Si tratterebbe, in sostanza, di una «decisione sinora rinviata e non intrapresa solo per l’incertezza che in questi anni ha pesato sul futuro dell’ente Provincia». L’ente aveva continuato ad affidare il servizio per brevi periodi di tempo.
Ma qualcosa è cambiato: «L’esito referendario del 5 dicembre ha modificato sostanzialmente il ruolo dell’ente e anche dal punto di vista finanziario, che permane ancora critico, si intravede un cambio di rotta da parte soprattutto del Governo e della Regione Sarda, che si apprestano a rivedere una serie di interventi finanziari per consentire all’Ente di svolgere e garantire le proprie funzioni fondamentali».
Da qui la necessità «di affidare il servizio di pulizia per un lungo periodo, presumibilmente di 18 o 24 mesi, facendo ricorso alla Spo, che comunque dovrà presentare alla Provincia un’offerta economicamente vantaggiosa. In caso contrario si procederà con un bando di gara».
L’amministratore straordinario si dice «preoccupato per il futuro lavorativo della dipendenti della ditta che ad oggi svolge il servizio, così come per i lavoratori della Spo, anche questi ultimi condizionati da risorse che negli anni sono venute a mancare». Ma questa situazione, ricorda Torrente, è «l’inevitabile conseguenza di una serie di interventi finanziari da parte del Governo, che in questi ultimi anni ha svuotato le casse delle Province prelevando risorse necessarie a garantire servizi locali. Tutto ciò a discapito dei territori, dei cittadini e dei lavoratori come in questo caso».
Di diverso avviso il consigliere regionale dei Riformatori, Attilio Dedoni, secondo cui «il commissario straordinario può e deve trovare le condizioni per salvaguardare i posti di lavoro delle sedici dipendenti».
«Grazie agli ultimi stanziamenti deliberati dalla Regione - prosegue Dedoni -, l’ente intermedio può disporre delle risorse necessarie per bandire la gara d’appalto per il servizio senza ricorrere all’affidamento ‘in house’ alla sua società Spo, consentendo così alle sedici lavoratrici di mantenere la propria occupazione”, sottolinea Dedoni.
«La decisione di interpellare la Spo per l’affido del servizio - spiega una nota -, non dipende dalla volontà dell’amministratore straordinario dell’Ente, né dagli uffici, ma da un rispetto delle norme che non può essere disatteso».
Si tratterebbe, in sostanza, di una «decisione sinora rinviata e non intrapresa solo per l’incertezza che in questi anni ha pesato sul futuro dell’ente Provincia». L’ente aveva continuato ad affidare il servizio per brevi periodi di tempo.
Ma qualcosa è cambiato: «L’esito referendario del 5 dicembre ha modificato sostanzialmente il ruolo dell’ente e anche dal punto di vista finanziario, che permane ancora critico, si intravede un cambio di rotta da parte soprattutto del Governo e della Regione Sarda, che si apprestano a rivedere una serie di interventi finanziari per consentire all’Ente di svolgere e garantire le proprie funzioni fondamentali».
Da qui la necessità «di affidare il servizio di pulizia per un lungo periodo, presumibilmente di 18 o 24 mesi, facendo ricorso alla Spo, che comunque dovrà presentare alla Provincia un’offerta economicamente vantaggiosa. In caso contrario si procederà con un bando di gara».
L’amministratore straordinario si dice «preoccupato per il futuro lavorativo della dipendenti della ditta che ad oggi svolge il servizio, così come per i lavoratori della Spo, anche questi ultimi condizionati da risorse che negli anni sono venute a mancare». Ma questa situazione, ricorda Torrente, è «l’inevitabile conseguenza di una serie di interventi finanziari da parte del Governo, che in questi ultimi anni ha svuotato le casse delle Province prelevando risorse necessarie a garantire servizi locali. Tutto ciò a discapito dei territori, dei cittadini e dei lavoratori come in questo caso».
Di diverso avviso il consigliere regionale dei Riformatori, Attilio Dedoni, secondo cui «il commissario straordinario può e deve trovare le condizioni per salvaguardare i posti di lavoro delle sedici dipendenti».
«Grazie agli ultimi stanziamenti deliberati dalla Regione - prosegue Dedoni -, l’ente intermedio può disporre delle risorse necessarie per bandire la gara d’appalto per il servizio senza ricorrere all’affidamento ‘in house’ alla sua società Spo, consentendo così alle sedici lavoratrici di mantenere la propria occupazione”, sottolinea Dedoni.
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