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Futuro meno incerto per le lavoratrici delle pulizie

di Piero Marongiu
Futuro meno incerto per le lavoratrici delle pulizie

ORISTANO. Per le 16 lavoratrici della Fulgens, la ditta cagliaritana che ha in appalto il servizio di pulizia della Provincia, il pericolo di perdere il lavoro sembra essere rientrato. Il contratto...

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ORISTANO. Per le 16 lavoratrici della Fulgens, la ditta cagliaritana che ha in appalto il servizio di pulizia della Provincia, il pericolo di perdere il lavoro sembra essere rientrato. Il contratto dell’impresa cagliaritana era scaduto nel 2015, da allora, anche a causa dell’incertezza che aleggiava sul destino della provincia, si è andati avanti con proroghe, l’ultima delle quali scadrà il prossimo 31 ottobre. La bocciatura del referendum costituzionale, avvenuta lo scorso dicembre, se da un lato ha evitato la soppressione dell’Ente dall’altro non ha provveduto a rifinanziare le sue casse, quindi allo scadere dell’appalto si è reso necessario continuare ad affidare il servizio, per brevi periodi, alla Fulges in attesa di procedere a un nuovo affidamento di medio o lungo termine. Prima di procedere in tal senso però è necessario attivare quanto previsto dalla normativa in materia di appalti pubblici, cioè: verificare se la società in house presente in Provincia (la SPO) fosse o meno interessata a subentrare alla Fulgens, quindi a effettuare anche i servizi di pulizia. Riserva che è stata sciolta ieri mattina, quando l’amministratore della SPO ha comunicato di non essere interessato a quel servizio. «Adesso saranno predisposti gli atti per il nuovo appalto – ha detto il Commissario Straordinario della Provincia Massimo Torrente – nel frattempo le tredici dipendenti potranno continuare a lavorare regolarmente». La notizia ha fatto tirare un sospiro di sollievo alle operatrici, che per quanto esigua fosse la cifra incassata da quel lavoro, anche su di essa contavano per tirare avanti dignitosamente. Altra buona notizia è data dal fatto che chiunque vinca il nuovo appalto, nessuna delle lavoratrici perderà il posto perché la legge prevede il loro riassorbimento. Sulla vicenda legata al rischio licenziamento delle lavoratrici, nelle ultime ore era intervenuto anche il Segretario Provinciale Generale della Fisascat della Cisl Giovanni Battista Cirilli. «Noi siamo intervenuti nella vicenda con gli strumenti previsti dalle norme – spiega Cirilli – e le responsabilità, in una guerra che si profilava tra poveri, sono solo della politica. La stessa che aveva voluto la soppressione dell’Ente proponendo un referendum. Noi siamo i rappresentanti sindacali di quelle persone, non i loro datori di lavoro, né i politici. Chiediamo continuamente di confrontarci con chi può qualcosa per provare a risolvere situazioni, ma spesso e volentieri ci vengono sbattute le porte in faccia e allora siamo costretti a portare la gente in piazza. Questa non è buona politica, è voler procedere a senso unico finché non si generano mostruosità».

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