La Nuova Sardegna

Oristano

Niente scuolabus, i bimbi delle frazioni ancora dimenticati

di Ivana Fulghesu
Niente scuolabus, i bimbi delle frazioni ancora dimenticati

Laconi, dura protesta dei genitori dei piccoli alunni «Il Comune ci ignora, e non adempie ai propri doveri»

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LACONI. «Undici bambini di cui nessuno sembra preoccuparsi». Lo denunciano in un comunicato i genitori degli alunni provenienti dalle borgate cittadine dove continua a mancare il servizio di scuolabus, soppresso lo scorso anno per mancanza di fondi.

Il tempo nelle borgate sembra essersi fermato e la situazione è la stessa di dodici mesi addietro. Stesse problemi, stesse difficoltà. Con un dato, però, piuttosto rilevante che è, invece, cambiato: i bambini iscritti alla scuola dell’ obbligo, lo scorso anno erano cinque, oggi sono undici.

Nove frequentano la scuola dell’obbligo e due la scuola dell’infanzia. La battaglia per il ripristino del servizio prosegue e i genitori chiedono risposte urgenti. Si sono detti «stanchi di interessare istituzioni di ogni ordine e grado, – scrivono nel documento – di sentirsi rispondere che interpretano bene le norme, di sentire che il servizio deve essere reso dove sono state soppresse le scuole dell’obbligo». Si dicono «stanchi di spiegare che senza il servizio di scuolabus non può essere assicurata la frequenza ai bambini che risiedono nelle frazioni di Laconi. Ci chiediamo – si legge ancora – cosa voglia fare il comune per adempiere ai propri doveri di legge; come intenda assicurare la frequenza di questi alunni, considerando che i genitori non potranno ulteriormente sostituire nelle funzioni il comune di Laconi, sopperendo al più completo disinteresse». Nel loro comunicato i genitori mettono in evidenza la situazione che si verifica a Crastu, in una famiglia dove ci sono sei bambini, tutti di uno stesso nucleo familiare.

«Forse chi esercita la loro podestà – dicono – dovrebbe noleggiare un pulmino, considerato che l’unica vettura è omologata per 5 posti? O vogliamo permettere che bambini al di sotto dei 12 anni viaggino in un pullman di linea senza assistenza? Forse – concludono – 365 giorni non sono stati sufficienti per capire come ovviare al taglio del servizio che, lo scorso anno, ha visto i bambini frequentare metà anno scolastico?»

Tocca adesso all’ente locale, e anche alla Regione, dare risposte a questi interrogativi.

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