La Nuova Sardegna

Oristano

«Sartiglia blindata? Ci adegueremo alle nuove norme»

di Enrico Carta
«Sartiglia blindata? Ci adegueremo alle nuove norme»

Il presidente della Fondazione Bresciani: «Siamo tranquilli L’importante è conoscere le prescrizioni in tempi rapidi»

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ORISTANO. Non la fermò il fascismo che pure ci provò, non si fermerà certo per una circolare sulle norme di sicurezza. La normativa firmata dal capo della Polizia Gabrielli che detta le linee guida per le manifestazioni di pubblico spettacolo non aleggia come uno spettro sulla Sartiglia la quale, pur essendo vecchia di secoli, è avanti coi tempi. Certo, resta da scoprire cosa esattamente verrà richiesto affinché la manifestazione ottenga il via libera della commissione sicurezza ma l’aria che tira non è quella da ultima spiaggia. Anzi il presidente della Fondazione Sa Sartiglia, Angelo Bresciani, naviga in acque tranquille: «Attendiamo di capire cosa ci verrà richiesto, l’unica sollecitazione che abbiamo da fare alle autorità è solo che le prescrizioni ci vengano comunicate per tempo. Per il resto non faremo altro che attenerci alle regole sopra le quali non possiamo certo passare. Siamo tenuti a rispettarle e le rispetteremo».

Nel frattempo però, in attesa di capire cosa succederà da qui a febbraio, la piazza è in fermento soprattutto per la questione dei tornelli che controllino gli ingressi al percorso che quasi certamente diventerà a numero chiuso e per la questione della possibile introduzione di un biglietto da pagare all’ingresso per una cifra minima. Questo è comunque un dettaglio che si risolverà successivamente e che per ora è solo un’ipotesi, ma la linea della Fondazione è chiarissima.

«Le cose sono cambiate e, se pensiamo di poter avere una manifestazione fotocopia di quella che era alcuni decenni fa, probabilmente non siamo nella strada giusta – prosegue Angelo Bresciani –. Per questo servirà la collaborazione e la disponibilità degli oristanesi che avranno modo di dimostrare quanto davvero tengano alla Sartiglia. Siamo passati da una festa di popolo, quindi solo oristanese, a una festa popolare ovvero che richiama e raccoglie tantissime persone». Del resto alle modifiche gli oristanesi hanno avuto modo e tempo per abituarsi. «È assurdo che si voglia pensare che la Fondazione voglia blindare la giostra – dice il direttore della stessa Fondazione, Francesco Obino –. Siamo passati indenni dalle persone che assistevano alla corsa direttamente sul percorso alle transenne. Nell’ultimo anno abbiamo avuto le barriere antisfondamento e non ci sono stati problemi al regolare svolgimento della manifestazione. Per la prossima edizione, se ci verranno chiesti ulteriori adeguamenti, li attueremo tenendo conto del fatto che dall’incidente del 2000 in poi Oristano ha fatto un grande lavoro in termini di sicurezza per la Sartiglia».

Naturalmente il discorso non può essere ancora approfondito in tutti i suoi aspetti perché l’incontro con la Prefettura e gli altri responsabili della sicurezza è quanto meno rinviato di due settimane. Il 2 ottobre infatti è prevista la visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e in questo momento tutte le attenzioni sono concentrate su quell’evento. Successivamente le parti si incontreranno per definire i dettagli entro i quali dovrà muoversi l’organizzazione della Sartiglia e in quali ambiti bisognerà intervenire. Si parlerà solo di via Duomo e via Mazzini? Oppure il discorso sarà allargato alla Vestizione del Componidori e al percorso che fa il corteo per recarsi nelle vie della festa?

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