La Nuova Sardegna

Oristano

Acqua staccata, ma la bolletta arriva

di Enrico Carta
Acqua staccata, ma la bolletta arriva

Abbanoa ha slacciato il contatore ad un utente a ottobre 2016 ma continua a conteggiare i consumi presunti

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RIOLA SARDO. Bolletta non pagata e slaccio. Sembra la solita storia che finisce in tribunale tra l’utente moroso che contesta l’importo astronomico e Abbanoa che quell’importo aveva calcolato. Invece questa storia ha dei risvolti diversi, addirittura grotteschi perché dopo aver slacciato il contatore, la stessa Abbanoa ha continuato a conteggiare i consumi e a inviare le bollette nonostante dai rubinetti di quell’abitazione non uscisse ovviamente più acqua. Ed è successo addirittura che la proprietaria dell’utenza a cui era stato praticato lo slaccio abbia pagato le bollette, arrivate quando ormai la sua casa era all’asciutto da tempo.

La causa. La signora voleva evitare altri guai perché in questa storia ne aveva già incontrato parecchi, visto che sino al recente doppio pronunciamento del tribunale non aveva ottenuto che Abbanoa tornasse sui suoi passi. A dire il vero, l’ente che gestisce il servizio idrico nemmeno ora ha fatto marcia indietro tanto che nei giorni scorsi è stata presentata persino una denuncia penale per interruzione di pubblico servizio. Sarà materia di discussione nel prossimo futuro nelle aule del palazzo di giustizia, dove intanto una parte della storia si è già svolta arrivando al finale che vede perdente Abbanoa. Riavvolgendo il nastro di questa tragicommedia dell’assurdo, tutto inizia con una bolletta astronomica da 9.562 euro che lascia di stucco il nucleo familiare che risiede in quell’abitazione.

Lo slaccio. La famiglia sceglie la strada del non pagamento, ma poi succede che Abbanoa, dopo le varie diffide, provvede allo slaccio nell’ottobre dell’anno scorso. A Riola Sardo arrivano gli addetti e si portano via il contatore lasciando invece un’ingiunzione di pagamento. Da quel momento la famiglia vive senz’acqua corrente e si arrangia come può. Cerca varie soluzioni tramite associazioni di tutela dei consumatori, ma non ottiene ciò che sperava. La decisione estrema è di rivolgersi al giudice dove, nei mesi scorsi, l’avvocato Rossella Oppo presenta un’opposizione all’ingiunzione e assieme a questa presenta un ricorso d’urgenza per ottenere la sospensione della cartella di pagamento e il riallaccio dell’utenza.

Abbanoa insiste. Durante l’estate c’è la svolta perché i giudici Salvatore Carboni e Valentina Santa Cruz prendono provvedimenti che danno torto ad Abbanoa. Viene quindi sospesa l’ingiunzione di pagamento dei 9.562 euro e ordinato il riallaccio dell’utenza. Ebbene, sono passati quasi due mesi dal primo pronunciamento ma al momento non sono stati fatti passi in quella direzione. L’utenza è sempre senz’acqua, ma nel frattempo Abbanoa continua a conteggiare consumi presunti e a inviare le bollette. Ne ha mandate due da quando ha slacciato il contatore, fatto di cui si presume dovrebbe essere a conoscenza. Invece pare proprio di no e così la padrona di casa, ormai scottata da quanto accaduto un anno fa, ha già provveduto a pagare le due nuove bollette. La prima fattura coi dati di una fornitura misteriosa riguardava i mesi che vanno da luglio 2016 sino a marzo 2017: costo 79,83 euro per 45metri cubi. La seconda che copriva i mesi da aprile a giugno 2017 aveva un ammontare di 26,93 euro per un totale di 16 metri cubi d’acqua consumati. E Abbanoa? Per ora non si muove e spiega che sta effettuando delle verifiche per capire cosa sia accaduto. Intanto senz’acqua ci si arrangia come meglio si riesce, magari con la generosità di qualche vicino.

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