La Nuova Sardegna

Oristano

Cuglieri, dopo il furto a San Quirico una messa riparatrice

di Piero Marongiu
Cuglieri, dopo il furto a San Quirico una messa riparatrice

Domani nella chiesa la celebrazione del vescovo di Bosa Condanna unanime per l’episodio. L’ipotesi del satanismo

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CUGLIERI. Domani sera, alle 18, il vescovo della diocesi di Alghero Bosa, monsignor Mauro Maria Morfino celebrerà una messa di riparazione al furto sacrilego messo a segno da ignoti la scorsa settimana nella chiesa di San Quirico. Un furto che ha turbato tutta la comunità, che in questi giorni si interroga per capire cosa stia succedendo nel paese e se dietro questo episodio ci sia qualcosa di più complesso.

Si è parlato sin da subito dell’ipotesi di messe nere e di satanismo. Ipotesi che ha turbato molte persone in una comunità notoriamente religiosa e devota, che ha tra l’altro ha dato i natali a Fra Paolo Perri (morto in odore di santità), per il quale è tuttora in corso la causa di beatificazione.

Ma Cuglieri fino a non molti anni fa era anche sede del seminario pontificio regionale, dove venivano formati i ministri di Dio e nel passato ha ospitato un convento di frati cappuccini. Dopo la profanazione del tabernacolo e il furto della Pisside con le ostie consacrate che conteneva, i commenti in paese e sui social, com’era facilmente prevedibile, si sprecano. Tutti di ferma condanna verso i responsabili di un gesto che ferisce tutti, credenti e non.

Qualche anno fa un altro fatto aveva fatto pensare ai riti satanici, quando, nella cappella sconsacrata dell’ex seminario, venne notato un cerchio realizzato in cera con al centro i resti di un testo sacro bruciato.

Ieri mattina il parroco, Don Mario Piras, ha formalizzato la denuncia contro ignoti per furto di materiale sacro. Le ostie e la pisside custodite nel tabernacolo erano state rubate la scorsa settimana dalla chiesa di San Quirico. I ladri, dopo aver forzato il tabernacolo, si erano impossessati delle ostie consacrate e del prezioso contenitore.

Adesso saranno i carabinieri della compagnia di Ghilarza, comandati dal capitano Massimo Fornasier, a occuparsi del caso e a cercare di dare un nome e un viso all’autore, o agli autori, del furto.

Dagli amministratori, maggioranza e opposizione, guidati dal sindaco Gianni Panichi, giunge la condanna netta verso un gesto definito vile, che ha colpito tutti.

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