Bosa, mobilitazione e prime cure per l’antico orologio
di Alessandro Farina
Un’impresa privata ha messo a disposizione l’impalcatura Dopo la verifica la parola passerà alla Soprintendenza
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BOSA. Per l'orologio monumentale del Corso la ripartenza di lancette e rintocchi, dopo la stasi degli ultimi decenni, potrebbe essere veramente solo questione di tempo. Quando con precisione non si sa, perché alcuni passaggi istituzionali e burocratici sono d’obbligo, ma l’iter del restauro, dopo una riunione tenutasi nei giorni scorsi, appare ormai avviato e più chiaro in alcuni punti nodali.
Ieri infatti la ditta Piras ha realizzato gratuitamente il ponteggio che permetterà una ricognizione della cassa esterna. Grazie alla disponibilità degli imprenditori Andrea e Mario Piras (noto Nanoi, consigliere comunale tra le fila della maggioranza) e delle rispettive famiglie, l’impalcatura è quindi ora realtà, a costo zero per la collettività. «Sarà quindi possibile eseguire un sopralluogo con i tecnici della Soprintendenza. Che valuteranno condizioni della struttura esterna e possibilità di restauro del meccanismo interno. A quel punto si prenderanno le necessarie decisioni», ha detto il sindaco Luigi Mastino.
L’orologio è il simbolo di una città antica e dalle molteplici potenzialità, spesso però inchiodata a ritmi molto lunghi d'azione rispetto a quelli sempre più imposti dalla modernità, viene da pensare. «L’operazione è partita, l’amministrazione è stata puntualissima, come promesso alla riunione dei giorni scorsi - rimarca l’artista Mariano Chelo . A fine ottobre si aspetta la visita di un tecnico dell’Arass per i meccanismi interni. A breve ci verranno date le istruzioni per la raccolta fondi». L’artista bosano, ha dato respiro di attenzione popolare al restauro dello splendido manufatto di fine ottocento che campeggia sulla facciata dalle chiesa del Rosario.
Per il restauro da luglio 2017 la giunta Mastino aveva stanziato 10mila euro. «I passaggi futuri li deciderà la Soprintendenza, una volta analizzata la situazione. Certo l’amministrazione si avvarrà della importante disponibilità dei cittadini, lodevole e apprezzabile. Un capitale di entusiasmo e senso civico che vorrei fosse esempio anche per altre iniziative», precisa Mastino. Con il primo cittadino presente l’assessore a turismo e cultura Alfonso Campus, la presidente della Pro Loco Stefania Crisponi, del Rotary Emma Cucca Contu, l’ingegnere Carlo Solinas, il presidente dell’associazione teatrale Sas Comares Antonio Ledda, Vincenzo Vadilonga per l’associazione Karrasegare ‘Osincu, il rappresentante dei ristoratori Salvatore Farina, oltre a Mariano Chelo.
Questo per ora il team che sembra aver generato i frutti di un’unità d’intenti che potrebbe finalmente portare, in molti sperano a breve, a concreti risultati nel restauro dell'antico orologio monumentale.
Ieri infatti la ditta Piras ha realizzato gratuitamente il ponteggio che permetterà una ricognizione della cassa esterna. Grazie alla disponibilità degli imprenditori Andrea e Mario Piras (noto Nanoi, consigliere comunale tra le fila della maggioranza) e delle rispettive famiglie, l’impalcatura è quindi ora realtà, a costo zero per la collettività. «Sarà quindi possibile eseguire un sopralluogo con i tecnici della Soprintendenza. Che valuteranno condizioni della struttura esterna e possibilità di restauro del meccanismo interno. A quel punto si prenderanno le necessarie decisioni», ha detto il sindaco Luigi Mastino.
L’orologio è il simbolo di una città antica e dalle molteplici potenzialità, spesso però inchiodata a ritmi molto lunghi d'azione rispetto a quelli sempre più imposti dalla modernità, viene da pensare. «L’operazione è partita, l’amministrazione è stata puntualissima, come promesso alla riunione dei giorni scorsi - rimarca l’artista Mariano Chelo . A fine ottobre si aspetta la visita di un tecnico dell’Arass per i meccanismi interni. A breve ci verranno date le istruzioni per la raccolta fondi». L’artista bosano, ha dato respiro di attenzione popolare al restauro dello splendido manufatto di fine ottocento che campeggia sulla facciata dalle chiesa del Rosario.
Per il restauro da luglio 2017 la giunta Mastino aveva stanziato 10mila euro. «I passaggi futuri li deciderà la Soprintendenza, una volta analizzata la situazione. Certo l’amministrazione si avvarrà della importante disponibilità dei cittadini, lodevole e apprezzabile. Un capitale di entusiasmo e senso civico che vorrei fosse esempio anche per altre iniziative», precisa Mastino. Con il primo cittadino presente l’assessore a turismo e cultura Alfonso Campus, la presidente della Pro Loco Stefania Crisponi, del Rotary Emma Cucca Contu, l’ingegnere Carlo Solinas, il presidente dell’associazione teatrale Sas Comares Antonio Ledda, Vincenzo Vadilonga per l’associazione Karrasegare ‘Osincu, il rappresentante dei ristoratori Salvatore Farina, oltre a Mariano Chelo.
Questo per ora il team che sembra aver generato i frutti di un’unità d’intenti che potrebbe finalmente portare, in molti sperano a breve, a concreti risultati nel restauro dell'antico orologio monumentale.
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