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Scuolabus, è polemica sulla compartecipazione alle spese

Scuolabus, è polemica sulla compartecipazione alle spese

LACONI. Dopo le battaglie dello scorso anno a seguito della soppressione del servizio di scuolabus per i bambini residenti nelle borgate cittadine, mentre i genitori accompagnano i figli a scuola...

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LACONI. Dopo le battaglie dello scorso anno a seguito della soppressione del servizio di scuolabus per i bambini residenti nelle borgate cittadine, mentre i genitori accompagnano i figli a scuola con i mezzi propri, si continua a sperare nella possibilità di ripristino del servizio. Lo scorso anno lo scuolabus è rimasto fermo per mancanza di fondi e nonostante il caso sia stato anche oggetto di una interrogazione parlamentare, il problema non è stato risolto.

Quest’anno però un dato importante è cambiato: è aumentato il numero dei bambini che usufruiscono del servizio; infatti lo scorso anno gli alunni che frequentavano erano sette, quest’anno sono undici.

Mentre i genitori continuano a chiedere lo scuolabus, perché costretti a percorrere ogni giorno oltre 40 chilometri per accompagnare i bambini a scuola, nei giorni scorsi il Comune con un avviso pubblico ha chiesto una manifestazione di interesse alle famiglie di Crastu, Santa Sofia e Su Lau, in quanto si legge nel documento «è intendimento dell’amministrazione comunale partecipare, come negli anni passati, al bando regionale al fine di ottenere un contributo finanziario per l’attivazione del servizio di trasporto scolastico».

Sarebbe una bellissima notizia per tutti – commenta il gruppo Insieme per Laconi – «se non fosse che è intenzione dell'amministrazione mettere a carico delle famiglie una quota di compartecipazione per rendere il servizio. Tutta questa situazione è assurda. Noi ci chiediamo come sia possibile che il servizio, se è obbligatorio renderlo, debba essere posto a pagamento».

«Non si tratta – scrive il gruppo di minoranza – di collegare zone periferiche del paese o case sparse come in altri casi, ma borgate in cui sono state soppresse delle scuole e pertanto il servizio deve essere reso e non può essere posto a carico, neanche in parte, alle famiglie. L'altra questione incomprensibile – si legge ancora nella lunga dichiarazione del gruppo Insieme per Laconi – è come mai sia possibile che di fronte a questo ritardo e a questa posizione dell'amministrazione contraria al diritto allo studio, nessuna istituzione di rango superiore sia ancora formalmente intervenuta. Una battaglia del genere non può essere rimessa solo all'iniziativa delle famiglie».

Ivana Fulghesu

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