episodi di vandalismo anche a ghilarza
L’anello per l’atletica diventa pista di moto
di Maria Antonietta Cossu
GHILARZA. Il problema degli atti vandalici verso strutture pubbliche e private non interessa solo Oristano.Anche a Ghilarza l’amministrazione ha i suoi bei problemi a cui far fronte e sceglie, per il...
2 MINUTI DI LETTURA
GHILARZA. Il problema degli atti vandalici verso strutture pubbliche e private non interessa solo Oristano.
Anche a Ghilarza l’amministrazione ha i suoi bei problemi a cui far fronte e sceglie, per il momento, una linea morbida, lanciando un primo avvertimento.
Da alcuni giorni la pista di atletica dello scolastico viene scambiata per motovelodromo da un gruppo di non meglio identificato di giovani centauri.
Il sospetto, non confermato, è che si tratti di ragazzi adolescenti che per sfuggire alla noia lanciano i loro mezzi a tutta velocità sul circuito podistico attiguo all’area di pertinenza della scuola media.
Una pratica rumorosa, ma soprattutto poco rispettosa del bene pubblico che non è sfuggita agli abitanti della zona e ai fruitori stessi della pista, i primi disturbati dal frastuono dei motori al massimo dei giri e gli altri infastiditi dall’uso improprio dell’impianto sportivo.
Oltre che dagli studenti, l’anello realizzato a due passi da corso Umberto è usato anche da numerosi comuni cittadini che sfruttano la posizione baricentrica dell’area per praticare corsa di fondo o per tenersi semplicemente in forma.
L’amministrazione locale ha cercato di risalire all’identità degli autori delle scorribande e di fronte alle difficoltà di identificarli ha lanciato un avvertimento intimando ai teppisti di mettere fine alle incursioni.
Se gli improvvisati emuli di Marquez e Dovizioso non desisteranno spontaneamente, il Comune richiederà l’intervento delle forze dell’ordine con l’obiettivo di sporgere denuncia verso i responsabili. «A quel punto nessuno si dovrà lamentare delle conseguenze», ha avvertito il sindaco Alessandro Defrassu, che agli ignoti motociclisti ha rivolto un appello: «È una questione di buon senso e di rispetto. Ci si deve rendere conto che si danneggia la cosa pubblica».
Il problema non è nuovo ma negli ultimi tempi si è ripetuto con una certa frequenza e l’aver sperimentato con i ciclomotori l’ebbrezza della velocità su un circuito testato per la sola attività podistica ha creato danni al fondo della pista.
Risulta manomesso anche il cancello ma non è chiaro se l’effrazione sia ascrivibile alle persone che scorrazzano in sella ai motorini e alle tre ruote cabinate o ad altri soggetti. L’amministrazione attenderà qualche giorno per verificare se l’ultimatum farà presa sui destinatari e nel caso di comportamenti recidivi prenderà provvedimenti.
Anche a Ghilarza l’amministrazione ha i suoi bei problemi a cui far fronte e sceglie, per il momento, una linea morbida, lanciando un primo avvertimento.
Da alcuni giorni la pista di atletica dello scolastico viene scambiata per motovelodromo da un gruppo di non meglio identificato di giovani centauri.
Il sospetto, non confermato, è che si tratti di ragazzi adolescenti che per sfuggire alla noia lanciano i loro mezzi a tutta velocità sul circuito podistico attiguo all’area di pertinenza della scuola media.
Una pratica rumorosa, ma soprattutto poco rispettosa del bene pubblico che non è sfuggita agli abitanti della zona e ai fruitori stessi della pista, i primi disturbati dal frastuono dei motori al massimo dei giri e gli altri infastiditi dall’uso improprio dell’impianto sportivo.
Oltre che dagli studenti, l’anello realizzato a due passi da corso Umberto è usato anche da numerosi comuni cittadini che sfruttano la posizione baricentrica dell’area per praticare corsa di fondo o per tenersi semplicemente in forma.
L’amministrazione locale ha cercato di risalire all’identità degli autori delle scorribande e di fronte alle difficoltà di identificarli ha lanciato un avvertimento intimando ai teppisti di mettere fine alle incursioni.
Se gli improvvisati emuli di Marquez e Dovizioso non desisteranno spontaneamente, il Comune richiederà l’intervento delle forze dell’ordine con l’obiettivo di sporgere denuncia verso i responsabili. «A quel punto nessuno si dovrà lamentare delle conseguenze», ha avvertito il sindaco Alessandro Defrassu, che agli ignoti motociclisti ha rivolto un appello: «È una questione di buon senso e di rispetto. Ci si deve rendere conto che si danneggia la cosa pubblica».
Il problema non è nuovo ma negli ultimi tempi si è ripetuto con una certa frequenza e l’aver sperimentato con i ciclomotori l’ebbrezza della velocità su un circuito testato per la sola attività podistica ha creato danni al fondo della pista.
Risulta manomesso anche il cancello ma non è chiaro se l’effrazione sia ascrivibile alle persone che scorrazzano in sella ai motorini e alle tre ruote cabinate o ad altri soggetti. L’amministrazione attenderà qualche giorno per verificare se l’ultimatum farà presa sui destinatari e nel caso di comportamenti recidivi prenderà provvedimenti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
