Arborea, gli automobilisti non mollano
di Roberto Petretto
La sentenza della Cassazione che dava ragione al Comune non chiude la partita: pronte le mosse per il nuovo processo
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ARBOREA. Partita chiusa? Nemmeno per sogno. Rossella Oppo, avvocato oristanese che sta curando gli interessi dei circa 120 automobilisti che contestano le multe comminate anni fa dal Comune di Arborea sulla base delle rilevazioni fatte da un impianto autovelox posto agli ingressi del paese ritiene che tutto sia ancora da decidere. «Ci sono ancora numerose eccezioni di nullità che non sono state affrontate né dal Tribunale né dalla Cassazione».
Proprio la Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza con cui il Tribunale aveva dato ragione agli automobilisti, invertendo l’onere della prova sulla questione della presunta inadeguatezza dei cartelli di segnalazione dell’autovelox «per dimensione, loro posizione, colore e per dimensione dei caratteri impiegati». Secondo il Tribunale il Comune di Arborea avrebbe dovuto dimostrare che erano irregolari, per la Cassazione sarebbe spettato agli automobilisti dimostrare che erano irregolari.
In ogni caso il processo ripartirà e i legali degli automobilisti (oltre all’avvocato Oppo anche l’avvocato Pinuccio Motzo, che ha seguito la causa in Cassazione) avranno occasione di giocare altre carte. In ogni caso, per ora, gli automobilisti non dovranno pagare: «Le eccezioni di nullità saranno riproposte nei vari gradi di giudizio», annuncia l’avvocato Oppo.
Una di queste eccezioni riguarderà un presunto conflitto d’interessi delle aziende che gestiva il servizio per conto del Comune. Le apparecchiature erano installate e seguite dalla Project automation, che nel contratto stipulato con il Comune di Arborea aveva ottenuto una percentuale del 27,8 per cento sui proventi. Anche la Maggioli, che invece seguiva la parte relativa alle notifiche delle multe, aveva una percentuale sugli incassi.
In pratica, più multe si facevano, più le ditta guadagnavano. Sempre la stessa ditta Project aveva tarato il macchinario: in pratica era allo stesso tempo controllore e controllato. Su questi aspetti i legali degli automobilisti punteranno nel nuovo processo, con le nuove eccezioni di nullità. Aspetti sui quali la Corte di Cassazione non si è pronunciata.
«Ci sono altri procedimenti aperti sulla questione - dice ancora Rossella Oppo - credo che tutta la vicenda finirà all’attenzione delle sezioni riunite».
«Sino a quetso momento - dice l’avvocato Romina Pinna, che ha tutelato una parte degli automobilisti sia davanti al giudice di pace che in tribunale - l’unica situazione definita in Cassazione è quella di un automobilista di Ghilarza, il signor Sergio Pischedda. La Cassazione ha condannato il Comune, ma il signor Pischedda non ha ancora visto i soldi. Col pronunciamento ultimo si riaprono i giochi».
Proprio la Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza con cui il Tribunale aveva dato ragione agli automobilisti, invertendo l’onere della prova sulla questione della presunta inadeguatezza dei cartelli di segnalazione dell’autovelox «per dimensione, loro posizione, colore e per dimensione dei caratteri impiegati». Secondo il Tribunale il Comune di Arborea avrebbe dovuto dimostrare che erano irregolari, per la Cassazione sarebbe spettato agli automobilisti dimostrare che erano irregolari.
In ogni caso il processo ripartirà e i legali degli automobilisti (oltre all’avvocato Oppo anche l’avvocato Pinuccio Motzo, che ha seguito la causa in Cassazione) avranno occasione di giocare altre carte. In ogni caso, per ora, gli automobilisti non dovranno pagare: «Le eccezioni di nullità saranno riproposte nei vari gradi di giudizio», annuncia l’avvocato Oppo.
Una di queste eccezioni riguarderà un presunto conflitto d’interessi delle aziende che gestiva il servizio per conto del Comune. Le apparecchiature erano installate e seguite dalla Project automation, che nel contratto stipulato con il Comune di Arborea aveva ottenuto una percentuale del 27,8 per cento sui proventi. Anche la Maggioli, che invece seguiva la parte relativa alle notifiche delle multe, aveva una percentuale sugli incassi.
In pratica, più multe si facevano, più le ditta guadagnavano. Sempre la stessa ditta Project aveva tarato il macchinario: in pratica era allo stesso tempo controllore e controllato. Su questi aspetti i legali degli automobilisti punteranno nel nuovo processo, con le nuove eccezioni di nullità. Aspetti sui quali la Corte di Cassazione non si è pronunciata.
«Ci sono altri procedimenti aperti sulla questione - dice ancora Rossella Oppo - credo che tutta la vicenda finirà all’attenzione delle sezioni riunite».
«Sino a quetso momento - dice l’avvocato Romina Pinna, che ha tutelato una parte degli automobilisti sia davanti al giudice di pace che in tribunale - l’unica situazione definita in Cassazione è quella di un automobilista di Ghilarza, il signor Sergio Pischedda. La Cassazione ha condannato il Comune, ma il signor Pischedda non ha ancora visto i soldi. Col pronunciamento ultimo si riaprono i giochi».
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