I ritardi dell’Hospice, la Assl si autoassolve
di Enrico Carta
La struttura che deve accogliere i malati terminali ancora chiusa nonostante un iter di cinque anni
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ORISTANO. La prima a tirarsi fuori dalla lista dei responsabili è l’Assl. Il direttore Mariano Meloni, da buon padre di famiglia, assolve la sua creatura. L’Hospice di via Michele Pira che deve dare accoglienza ai malati terminali, è l’ennesimo segno delle lungaggini burocratiche, della politica che sceglie una strada e poi non la persegue sino in fondo. Mariano Meloni fa quindi la cronistoria recente di questa storia di assistenza sanitaria mancata: «Nel giugno scorso il Comune, proprietario dello stabile, ha concesso formalmente l’hospice all’Ats-Assl, con un contratto di comodato d’uso gratuito della durata di un anno, prorogabile, in attesa di definire la permuta con un altro stabile di proprietà Ats-Assl. Nei mesi scorsi, il Comune ha ultimato i lavori e più di recente è stata completata la fornitura degli arredi – spiega il direttore –. Di fatto, solo a settembre la Ats-Assl è entrata concretamente in possesso dello stabile, con la consegna delle chiavi, e ha potuto avviare le procedure per l’allaccio dell’impianto elettrico ed idrico».
Insomma, le responsabilità di tanto ingiustificato e ingiustificabile ritardo non stanno nei palazzi di via Carducci. «La Assl – conclude Mariano Meloni –. Sta regolarmente seguendo l’iter per arrivare all’apertura che è comunque soggetta all’accreditamento della struttura, che può avvenire solamente dopo l’assunzione del personale necessario. L’attribuzione del personale si potrà concretamente effettuare a seguito del dimensionamento degli organici dell’Ats».
Insomma, assoluzione piena, ma nulla di nuovo rispetto a quanto contenuto nell’articolo dove si accusavano i ritardi della Regione nell’accreditamento e l’assenza di pressioni politiche per far sì che dopo cinque anni si possa finalmente arrivare all’avvio del servizio mettendo fine a un vergognoso vuoto nell’assistenza sanitaria locale.
Insomma, le responsabilità di tanto ingiustificato e ingiustificabile ritardo non stanno nei palazzi di via Carducci. «La Assl – conclude Mariano Meloni –. Sta regolarmente seguendo l’iter per arrivare all’apertura che è comunque soggetta all’accreditamento della struttura, che può avvenire solamente dopo l’assunzione del personale necessario. L’attribuzione del personale si potrà concretamente effettuare a seguito del dimensionamento degli organici dell’Ats».
Insomma, assoluzione piena, ma nulla di nuovo rispetto a quanto contenuto nell’articolo dove si accusavano i ritardi della Regione nell’accreditamento e l’assenza di pressioni politiche per far sì che dopo cinque anni si possa finalmente arrivare all’avvio del servizio mettendo fine a un vergognoso vuoto nell’assistenza sanitaria locale.
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