Ricci, dati allarmanti dal Cnr
Cabras: rispetto all’anno scorso situazione stabile, ma in 12 anni c’è stato il crollo
CABRAS. I dati acquisiti dai ricercatori del Cnr relativi all’incidenza del prelevamento dei ricci in area marina protetta, presentati ieri sera durante un confronto tra i ricciai, il sindaco Cristiano Carrus, il direttore dell’Area marina, Giorgio Massaro e la ricercatrice del Cnr, Stefania Coppa, dicono che rispetto al 2015 la popolazione di ricci è stabile. Il discorso cambia se si prendono in considerazione gli ultimi 12 anni: allora si vede che la diminuzione c’è stata, ed è stata sensibile.
I pescatori regolarmente autorizzati non si sentono responsabili. «Se la risorsa c’è ancora - dicono - è solo grazie a noi. La nostra attività si svolge alla luce del sole, e con tutti i limiti imposti nessuno poteva scappare. I danni arrivano dagli abusivi. Sono loro a depredare la risorsa, senza curarsi della dimensione del riccio (5 centimetri di diametro), tantomeno si limitano al prelevamento di 500 esemplari, come facciamo noi».
[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:site:1.16018828:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/image/contentid/policy:1.16018828:1653421080/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Sia Carrus che il direttore dell’Amp, Giorgio Massaro, commendo i dati presentati dalla ricercatrice del Cnr, hanno sottolineato che da quelli bisogna partire per il confronto con i tecnici del ministero dell’Ambiente, che incontreranno prossimamente a Roma. Non prima però di aver parlato con l’assessore regionale all’Ambiente, Donatella Spanu.
«Le autorizzazioni concesse - ha spiegato Giorgio Massaro - sono state 52, quelle ritirate 51; rientrate alla fine della campagna 43, delle quali solo 32 restituite compilate in ogni loro parte. In totale le giornate lavorative sono state 500 (in media 15 per ogni pescatore) durante le quali sono stati prelevati poco meno di 222 mila ricci».
«Una stagione fallimentare - dice Sandro Salis -, personalmente sono uscito solo sei volte, perché i ricci erano vuoti».
«Per riportare la popolazione dei ricci a quella del 2004 - ha detto David Bichi -, occorre rottamare tutte le autorizzazioni e lasciare la pesca alla sensibilità dei pescatori. Siamo noi che conosciamo la risorsa meglio di chiunque altro e sappiamo quando è il momento di prelevarla senza fare danni. Altrimenti si prevedano ammortizzatori economici. Non elemosine però. E i pescatori siano utilizzati nell’attività di controllo». Una proposta condivisibile, secondo il sindaco, che sarà portata al ministero.
Piero Marongiu
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
