Bosa, nel rione Caria stanno per partire i lavori
di Alessandro Farina
L’Agenzia regionale per l’edilizia abitativa annuncia l’imminente inizio Le opere finanziate con oltre mezzo milione. Ancora attesa a Santa Caterina
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BOSA. È ormai imminente l’avvio dei lavori nei caseggiati di edilizia pubblica residenziale di via Delitala. La zona meglio conosciuta come rione Caria e lì l’Agenzia per l’edilizia abitativa ha previsto una serie di opere di ristrutturazione e sistemazione di decine di alloggi finanziandole con oltre mezzo milione. La lieta novella è arrivata lunedì assieme alla lettera spedita da Area Oristano, all’ufficio protocollo del Comune. «La nostra amministrazione si è attivata da tempo per raggiungere questo risultato, considerato che più volte abbiamo sollecitato l’apertura del cantiere», spiega il sindaco Luigi Mastino.
Restano però aperte altre due questioni come la messa in sicurezza e la ristrutturazione del complesso edilizio presente nel rione Santa Caterina. «Ci è stato riferito che il cantiere dovrebbe prendere avvio nella primavera 2018», spiega il sindaco. Per gli interventi da mettere in atto nel rione di Terridi i finanziamenti stimati sono ancora da reperire. Si inizia quindi dal rione Caria dove la data, «presunta» dice il documento di Area, di inizio cantiere è prevista per il 6 novembre. Il termine dell’intervento è invece ipotizzata per il 16 aprile 2019, per un totale di 540 giorni di lavoro da parte di una ditta di Villasor che utilizzerà sei operai nel recupero di sei fabbricati, che ospitano ottanta alloggi di edilizia pubblica residenziale del quartiere a cui si accede da viale Marconi.
A disposizione ci sono 511mila euro, a cui vanno aggiunti altri 20.400 euro di oneri per la sicurezza. Queste le somme che, una volta terminate le opere, renderanno più funzionali le abitazioni dei concessionari. Ci sarà invece ancora da attendere sull’altra riva del Temo, nella zona sotto la collina di Sa Santa, all’ingresso di Bosa dalla statale 129 bis. A Santa Caterina, tre anni fa, Area è intervenuta per mettere in sicurezza gli accessi alle palazzine dalla possibile caduta di calcinacci da facciate e cornicioni, delimitando buona parte del perimetro tra le case e piazza Giommaria Angioy. Una situazione più volte stigmatizzata dai residenti, che devono fare i conti anche con ringhiere dei terrazzini pericolanti, infissi logorati, umidità e infiltrazioni di acqua piovana nei mesi invernali, senza contare la situazione di scantinati, condutture idriche e impianto fognario. Sono condizioni di disagio che in molti sperano si possano superare al più presto, con l’avvio dei lavori promessi e già finanziati con diverse centinaia di migliaia di euro.
Restano però aperte altre due questioni come la messa in sicurezza e la ristrutturazione del complesso edilizio presente nel rione Santa Caterina. «Ci è stato riferito che il cantiere dovrebbe prendere avvio nella primavera 2018», spiega il sindaco. Per gli interventi da mettere in atto nel rione di Terridi i finanziamenti stimati sono ancora da reperire. Si inizia quindi dal rione Caria dove la data, «presunta» dice il documento di Area, di inizio cantiere è prevista per il 6 novembre. Il termine dell’intervento è invece ipotizzata per il 16 aprile 2019, per un totale di 540 giorni di lavoro da parte di una ditta di Villasor che utilizzerà sei operai nel recupero di sei fabbricati, che ospitano ottanta alloggi di edilizia pubblica residenziale del quartiere a cui si accede da viale Marconi.
A disposizione ci sono 511mila euro, a cui vanno aggiunti altri 20.400 euro di oneri per la sicurezza. Queste le somme che, una volta terminate le opere, renderanno più funzionali le abitazioni dei concessionari. Ci sarà invece ancora da attendere sull’altra riva del Temo, nella zona sotto la collina di Sa Santa, all’ingresso di Bosa dalla statale 129 bis. A Santa Caterina, tre anni fa, Area è intervenuta per mettere in sicurezza gli accessi alle palazzine dalla possibile caduta di calcinacci da facciate e cornicioni, delimitando buona parte del perimetro tra le case e piazza Giommaria Angioy. Una situazione più volte stigmatizzata dai residenti, che devono fare i conti anche con ringhiere dei terrazzini pericolanti, infissi logorati, umidità e infiltrazioni di acqua piovana nei mesi invernali, senza contare la situazione di scantinati, condutture idriche e impianto fognario. Sono condizioni di disagio che in molti sperano si possano superare al più presto, con l’avvio dei lavori promessi e già finanziati con diverse centinaia di migliaia di euro.
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