La Nuova Sardegna

Oristano

Il Pd tra le correnti, Commissario in vista e nuovi abbandoni

di Enrico Carta
Il Pd tra le correnti, Commissario in vista e nuovi abbandoni

Nei prossimi giorni le decisioni sul congresso provinciale  Francesco Federico lascia il gruppo consiliare

3 MINUTI DI LETTURA





ORISTANO. Un commissario alle porte, un consigliere comunale che lascia il gruppo e lo spettro di veder ridotte drasticamente le proprie rappresentanze nelle varie istituzioni locali, regionali e parlamentari. L’arca del Pd appare sempre più vuota, ma l’inversione di rotta per una politica che evidentemente va svuotandosi di entusiasmo e contenuti non sembra dietro l’angolo. L’ennesimo scossone alla navigazione sembra averla data la sospensione del congresso provinciale per cui ora si attendono le decisioni della segreteria nazionale, anche se tutto lascia intendere che si andrà verso un commissariamento della segreteria provinciale.

I problemi sono stati palesati nel momento in cui la commissione di garanzia presieduta da Salvatore Zucca ha dato le dimissioni, ma quello è stato solo l’ultimo atto di una serie di scontri che avevano già generato le scintille che poi hanno scatenato l’incendio.

Da una parte i sostenitori di Lino Zedda, dall’altra quelli di Maria Cristina Manca col partito spaccato per questioni che in molti riportano a mere lotte di potere di varie correnti affinché i propri mèntori – è importante leggere bene l’accento – possano ottenere il posto al sole che reclamano. Del resto ci sono a breve importanti scadenze elettorali. Certamente si voterà in primavera per il Parlamento e, nel giro di poco più di un anno, toccherà al consiglio regionale. Ci sono posti che contano e c’è chi non se li vuol lasciar sfuggire. Nel frattempo c’è anche chi lascia. L’esempio è il consigliere comunale del capoluogo Francesco Federico che, già nelle scorse settimane, aveva palesato il suo malumore per la deriva presa dal Partito Democratico. Nella seduta di martedì ha comunicato che lascia il gruppo per il quale era stato eletto appena tre mesi fa. Resta all’opposizione, resta nel centro sinistra, ma non fa più parte del Pd.

È un segnale anche questo, l’ennesimo segnale di un malessere. Eppure le dichiarazioni dei “big” sono votate alla prudenza. Il consigliere regionale Antonio Solinas, sostenitore della candidature di Lino Zedda, così si esprime: «Il rischio di un commissariamento è alto e forse è arrivato il momento di abbassare i toni. Si sperava di poter arrivare a un congresso provinciale con una candidatura unitaria, invece abbiamo assistito a uno scontro personale che di politico non ha nulla». Il problema è che proprio ad Antonio Solinas, gli avversari attribuiscono alcuni colpi bassi nella corsa alla segreteria. Eppure la prudenza nelle dichiarazioni regna sovrana. L’altro consigliere regionale del Pd, Mario Tendas, addirittura evita i commenti: «È una fase in cui è meglio attendere l’esame degli organi nazionali. Non è il caso di addentrarsi in disamine o commenti». Ci si muove quindi tra le uova per non romperle, tanto che anche il segretario della sezione cittadina, Alberto Boasso, così afferma: «Attendiamo passi ufficiali dalla segreteria nazionale, ma credo che il partito, a livello nazionale, debba occuparsi più delle persone. Sull’evoluzione del congresso provinciale dico che è stata normale sino al momento in cui sono partiti numerosi ricorsi su questioni che la commissione regionale di garanzia ha rigettato». Infine Caterina Pes, unica rappresentante oristanese in parlamento: «È il momento di mettere da parte le divisioni e cercare di ritrovare la strada del confronto sereno all’interno delle regole. Le divergenze magari restano, ma questo avviene perché il partito è comunque un luogo di confronto aperto».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative