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Bosa, la “Festa dei Santi” per mantenere le tradizioni

Bosa, la “Festa dei Santi” per mantenere le tradizioni

BOSA. Niente ispirazione all’anglosassone gioco “dolcetto o scherzetto” come nella serata delle maschere d’importazione horror per Halloween, ma un appuntamento che ispiri ad un messaggio positivo...

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BOSA. Niente ispirazione all’anglosassone gioco “dolcetto o scherzetto” come nella serata delle maschere d’importazione horror per Halloween, ma un appuntamento che ispiri ad un messaggio positivo utile a tramandare gli appuntamenti tradizionali locali tra il primo ed il due novembre.

Era questo l’obiettivo della “Festa dei Santi” ideata e organizzata dall’oratorio cittadino di Bosa. L’iniziativa è stata promossa dal vice parroco del Sacro Cuore, don Manuel Petretto, e dalle catechiste della struttura che opera a due passi dal Temo.

«Siamo convinti che occorra un’alternativa, ai bambini in particolare, rispetto ad una festa che sembra prendere piede anche in Sardegna» spiega don Manuel Petretto, riferendosi ad Halloween.

Così mercoledì pomeriggio dalle 15.30 bambini, genitori e formatori si sono ritrovati nei locali dell’ex seminario vescovile, dove ha sede l’oratorio cittadino.

«I bambini hanno impersonato ciascuno un santo importante: Francesco, Sebastiano, Santa Teresina del Bambin Gesù, con giochi organizzati su temi legati al loro esempio positivo di vita e di fede», racconta ancora don Manuel.

«Non un travestimento quindi, né da morti come per Halloween né da santi. Ma un momento di approfondimento e riflessione, da vivere all’insegna della gioia e dell’allegria, per trasmettere e perpetuare valori che la fede delle persone ha tramandato, e che con l’arrivo di nuove mode d’importazione possono perdersi», conclude il giovane sacerdote.

La serata si è chiusa con una castagnata e per i più grandi con un momento conviviale all’insegna dei dolci tipici, in testa i classici “Pabassinos”. Una vera festa che ha coinvolto una cinquantina di bambini e altrettanti genitori e accompagnatori, oltre ai formatori dell’oratorio.

Un ritorno alla tradizione locale, dunque, un orgoglioso riappropriarsi delle proprie radici, diffondendo questa conoscenza e questo amore nelle nuove generazioni.

In Planargia è molto sentita anche un’altra tradizione propria di questo periodo. Sulle pagine dei diversi social in molti postano con orgoglio le foto di “Sa mesa ‘e sos moltos,” che si allestisce nelle famiglie la notte fra il primo ed il due novembre. Uno dei riti in ricordo dei defunti che ancora oggi sembra resistere alla tentazione delle mode proposte dal villaggio globale.(Al.Fa.)



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