La Nuova Sardegna

Oristano

Seneghe che accoglie: «Discriminazione? Io non so cosa sia»

di Piero Marongiu
Seneghe che accoglie: «Discriminazione? Io non so cosa sia»

La bella storia di integrazione di un immigrato angolano Manuel Segundo ha ottenuto la cittadinanza italiana

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SENEGHE. Quella tra Federica Pilia e Desiderio Manuel Segundo è davvero una bella storia. Una storia d’amore prima e di integrazione poi, che si è concretizzata con il matrimonio (allietato dalla nascita di Olivia) e con l’ottenimento della cittadinanza italiana.

Ieri mattina, davanti al sindaco Gianni Oggianu, che gli ha notificato il decreto firmato dal Prefetto di Oristano, Desiderio Manuel, visibilmente emozionato, ha giurato fedeltà alla Repubblica Italiana, di cui adesso è cittadino.

«Ci siamo conosciuti nel 2007, in Angola, a Luena nella provincia di Moxico - racconta Federica -, dove, subito dopo la laurea in scienze politiche, avevo scelto di svolgere il servizio civile internazionale come cooperante in seno all’Organizzazione non Governativa Vides (l’acronimo sta per Volontariato internazionale donna educazione sviluppo, ndc). Anche Desiderio in quel periodo era impegnato nello stesso progetto - spiega Federica -. Tra noi c’è stata intesa fin da subito: lavorare allo stesso progetto, in una situazione anche abbastanza difficile, poi ha contribuito a rendere più efficace il lavoro e a far nascere il sentimento che ci unisce».

Federica e Desiderio si sono sposati nel 2013, a Seneghe, dove fanno base ogni volta che rientrano dalle missioni in giro per il mondo. «Qui mi sono sentito a casa mia da subito - afferma Desiderio, con una punta di commozione -. Sono stato accolto con molta simpatia da tutti, fin dalla prima volta che sono arrivato e adesso mi sento uno di voi a tutti gli effetti: un italiano e un seneghese».

Federica è diventata una consulente dell’Unicef per conto dell’Onu, mentre Desiderio sta completando l’iter per diventare consulente dell’Undp. «Un’attività molto impegnativa, ma anche molto gratificante. Quando vado fuori per il mio lavoro Olivia rimane con i nonni, e io sono tranquilla». Nonna Anna Maria, mentre il genero assolve alle incombenze da neo italiano, tiene in braccio Olivia (una cascata di capelli ricci su un visino perfetto) e Nonno Gigi guarda la nipotina con orgoglio. La storia di Desiderio e del bel rapporto di amicizia che si è stabilito tra lui e i seneghesi, in tempi in cui il tema dell’accoglienza tiene banco in gran parte delle conversazioni, spesso connotate da prese di posizione discriminanti verso chi arriva nel nostro Paese con la speranza di trovare un futuro migliore, è sicuramente edificante.

«Io non so neppure cosa significhi essere discriminati - dice Desiderio, subito dopo aver firmato tutti i documenti previsti dalla legge -. In Sardegna, e a Seneghe in particolare, è molto vivo il senso della famiglia. Proprio come dove sono nato io».

Il sindaco Gianni Oggianu, aggiunge: «Il nostro è un paese ben disposto verso tutti. Siamo felici che oggi Desiderio sia entrato a far parte della nostra famiglia. Prima di lui ho conferito la cittadinanza italiana a una signora di origine russa, e lo scorso dicembre ad un’altra originaria del Marocco. Seneghe può fregiarsi, con merito, del titolo di paese che accoglie».

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